La Calabria figura tra le regioni italiane con la tassa sui rifiuti (Tari) più elevata, secondo i dati 2025 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe dell’associazione Cittadinanzattiva. A Reggio Calabria ogni famiglia tipo – composta da tre persone e residente in una casa di 100 metri quadrati di proprietà – pagherà 484 euro entro fine anno, collocandosi al settimo posto nella classifica nazionale, alle spalle di città come Catania (602 euro), Pisa (557 euro) e Genova (509 euro).

Tra le altre città calabresi, il peso della Tari si mantiene rilevante: il Sud in generale domina la graduatoria dei comuni con i costi più alti. Seguono Napoli (496 euro) e Bari (432 euro), mentre città del centro-nord risultano mediamente più economiche, con Roma (396 euro), Milano (291 euro) e Bologna (294 euro).

Secondo Cittadinanzattiva, sette dei dieci capoluoghi con la Tari più cara si trovano nelle regioni meridionali, a conferma di un persistente divario territoriale nella gestione dei rifiuti. La spesa media nazionale nel 2025 è stimata in 340 euro annui, in crescita del 3,3% rispetto al 2024.

In Calabria e in altre regioni del Sud, la Tari elevata è legata a diversi fattori, tra cui l’efficienza dei servizi di raccolta e il livello di raccolta differenziata, che spesso resta al di sotto della media nazionale. L’indagine di Cittadinanzattiva evidenzia come, nonostante l’aumento dei costi, la qualità e la quantità dei servizi non sempre risultino proporzionate all’onere imposto alle famiglie.

La fotografia offerta dall’Osservatorio conferma quindi che, mentre alcune città del Nord e del Centro riescono a contenere i costi, i cittadini del Sud continuano a pagare di più per la gestione dei rifiuti urbani, alimentando un divario territoriale che persiste anche in termini economici.