Nuovo Ospedale di Vibo, la Regione accelera: chiesta la proroga dei poteri speciali
Il Commissario sollecita il Governo per estendere lo stato di emergenza sanitaria oltre il 7 marzo. L'obiettivo è blindare il cantiere vibonese contro i ritardi burocratici
Il completamento del Nuovo Ospedale di Vibo Valentia resta una priorità assoluta nell'agenda della sanità calabrese. Per evitare che i lavori subiscano nuovi rallentamenti, la Regione Calabria ha rotto gli indugi chiedendo ufficialmente al Governo la proroga dello stato di emergenza per l’edilizia sanitaria.
La richiesta, inoltrata l’11 febbraio dal Commissario delegato Claudio Moroni, punta a estendere i poteri straordinari e derogatori in scadenza il prossimo 7 marzo. Si tratta di uno strumento giuridico fondamentale per gestire con procedure semplificate i cantieri delle grandi infrastrutture ospedaliere, colmando i gap accumulati negli scorsi decenni.
Il presidio vibonese, attualmente in fase di costruzione, rientra nel pacchetto delle "opere essenziali" insieme al Nuovo Ospedale della Sibaritide e a quello della Piana di Gioia Tauro. La strategia della Cittadella è chiara: mantenere il regime emergenziale per garantire continuità operativa e superare quegli ostacoli amministrativi che spesso rallentano la realizzazione delle infrastrutture pubbliche in Italia.
L'attivazione dei poteri straordinari da parte di Palazzo Chigi, disposta lo scorso anno, era stata motivata proprio dalle criticità del sistema ospedaliero calabrese. La riconferma di tali poteri permetterebbe di velocizzare i pagamenti e gli stati di avanzamento lavori, superare eventuali stalli burocratici attraverso norme derogatorie e garantire una gestione efficiente degli investimenti già stanziati.
Per il territorio vibonese, l'ospedale in costruzione rappresenta molto più di un cantiere: è la risposta alla cronica fame di servizi sanitari e alla necessità di ridurre l'emigrazione sanitaria verso altre regioni.
