Lavoro, la denuncia di Castagna (Uil): situazione disperata
Il segretario provinciale attacca: nonostante i risultati in crescita nel Paese, qui il quadro resta drammatico. Poi cita Pippo Callipo: «Bisogna denunciare la mafia con la penna...»
«Nonostante i timidi segnali di ripresa occupazionale sul versante nazionale, la Calabria e l'intera provincia di Cosenza vive una condizione disperata con migliaia e migliaia di persone che legittimamente protestano e reclamano un lavoro e/o un sostegno al reddito per sopravvivere. La disoccupazione non accenna a diminuire e lo sfruttamento dei giovani e meno giovani continua a risalire vorticosamente. Chi è alla ricerca di una occasione di lavoro si trova a dover subire truffe, ricatti, raggiri, forme di precariato nel complicato ginepraio del mercato del lavoro. Una giungla in cui il malcapitato o la malcapitata cerca di districarsi senza trovare una via d'uscita. Una situazione aberrante da tutti i punti di vista, spesso, figlia di una realtà emarginata e marginale, così com'è la Calabria». E' la denuncia di Roberto Castagna, segretario provinciale della Uil e già capo della segreteria regionale, che per il territorio cosentino non presagisce nulla di buono nonostante la situazione di assestamento che, in materia di lavoro e occupazione, sembra vivere il Paese in questi mesi. «Una realtà in cui la politica vive sul crinale della illegalità, dove la corruzione la fa da padrona e dove le regole vengono calpestate dall'arroganza del potere e dal malcostume che questo genera nella società.Tutto è il contrario di tutto e' possibile! È possibile fare buste paghe per 1.100 euro ed erogare solo 600 euro. È possibile insegnare nei call center ad imbrogliare la gente pur di guadagnare pochi euro. È possibile sfruttare la gente con finti tirocini o apprendistato senza dare un euro. È normale mettere in campo Garanzia Giovani e, dopo sei mesi di tirocinio, aspettare ancora le mensilità maturate. È consuetudine non pagare la mobilità ordinaria e quella in deroga. È possibile fare di tutto, in una realtà dove si è bravi nelle analisi ma meno coraggiosi nell'individuare e colpire i veri responsabili».
Problema di contesto? «Sicuramente il contesto, la mancata capacità, da parte dei rappresentanti istituzionali e politici, di programmare lo sviluppo, di fare buona spesa delle risorse locali, nazionali e comunitarie sono da considerare causa di tanto malessere. Tuttavia, esistono anche delle precise responsabilità che sono affidate a coloro che hanno la competenza nella sorveglianza e nel controllo. Il noto imprenditore Pippo Callipo, li individuerebbe in coloro che fanno parte della "Mafia con la penna", una delle peggiori specie che, unitamente alla cattiva politica, sono i nemici giurati della legalità, della trasparenza e della giustizia sociale. Le truffe, i raggiri, gli imbrogli esistono perché non funziona la sorveglianza e il controllo da parte degli Ispettori delle Direzioni Territoriali del Lavoro e di altri Enti preposti alle verifiche e ai controlli periodici».
Le note dolenti. «Emblematica e' la situazione della Direzione territoriale di Cosenza, dove, mi risulta, che qualche solerte ispettrice, non si capisce se per incapacità o problemi di altro genere, per fortuna, al momento, si tratta solo di qualche caso, è esperta in presunzioni ed abusi e si erge a paladina della giustizia spesso a favore di personaggi poco raccomandabili, e a farne le spese sono le persone oneste, i piccoli imprenditori che vengono ingiustamente colpiti e che, spesso, sono costretti a ridurre il personale e, in casi estremi, a chiudere le attività. Sono questi comportamenti che, unitamente ad altre disfunzioni ed inefficienze della macchina burocratica, rendono debole il tessuto sociale ed economico. È questo il cancro che corrode la società al proprio interno e la rende vulnerabile alla corruzione e al malaffare.In tale direzione, la Uil si muoverà per contrastare abusi e prepotenze di ogni genere e farà una battaglia senza quartiere alla cattiva politica e alla mafia con la penna. In questi ultimi tempi, a Cosenza,il cambio della direzione della DTL fa ben sperare in una inversione di tendenza che ridia il giusto prestigio ad un istituto importante per lo sviluppo civile ed economico del nostro territorio». ([email protected])
