'Ndrangheta in Piemonte, presunto affiliato ai Bonavota di Sant'Onofrio resta in carcere
Resta in carcere Roberto Rosso, l'ex assessore del Piemonte ed ex consigliere comunale a Torino arrestato il 20 dicembre con l'accusa di voto di scambio politico-mafioso. Lo rendo noto l'avvocato difensore Giorgio Piazzese, che ne aveva chiesto la scarcerazione. "Rispetto ma non condivido la decisione del Tribunale del Riesame - dice Piazzese - Non sussiste alcuna esigenza cautelare perché non vi è agli atti alcun elemento che dimostri un collegamento né in allora né tantomeno oggi con la criminalità organizzata".
Rigettata anche l'istanza per Raffaele Serratore, 38 anni, di Sant'Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, una delle otto persone arrestate lo scorso 20 dicembre nell'inchiesta di 'ndrangheta chiamata Fenice. Il Tribunale del Riesame di Torino ha confermato la misura cautelare in carcere. Secondo la procura di Torino, Serratore fa parte di una articolazione 'ndranghetista operante nel territorio di Carmagnola (Torino) collegata alla cosca Bonavota, della provincia di Vibo Valentia. Il suo legale, Cristian Scaramozzino, ha respinto l'accusa: "Se mi è concessa una battuta, gli atti dell'inchiesta sono pubblicità' ingannevole. L'indagato è Raffaele eppure nei faldoni si parla sempre di suo fratello, che è considerato un affiliato ma è stato assolto di recente proprio dalla Corte d'appello di Torino".
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