Riforma costituzionale, semplificazione ed efficienza: le ragioni a sostegno del "Sì"
Presentate le argomentazioni a sostegno della posizione favorevole, in un dibattito promosso con l'obiettivo di instillare nei cittadini il germe della consapevolezza
La costituzione è stato il primo passo. In seguito, il comitato "Basta un sì" ha pensato bene di intavolare una discussione. Per favorire l'instaurarsi di una nuova consapevolezza nei cittadini, in vista del prossimo appuntamento referendario di ottobre. Al centro del dibattito, le argomentazioni a sostegno del "Sì" per il referendum costituzionale, presentate ieri nell'Hotel 501 dal direttivo del comitato composto da 50 membri, di cui Enzo Romeo è il coordinatore, coadiuvato nell'attività di divulgazione e sensibilizzazione referendaria dai vice Pino Costanzo e Sabatino Falduto. A moderare il dibattito ci ha pensato Giovanni Di Bartolo, della Consulta studentesca, che ha presentato l'organizzazione della struttura dalle posizioni favorevoli al cambiamento.
Le ragioni del "Sì". "La riforma costituzionale – ha spiegato Romeo – è un necessario passo avanti, per definire una celerità nel processo legislativo, per definire i rapporti tra Regioni, Comuni e Governo e per far sì che questo determini un'efficienza maggiore nella macchina dello Stato". Semplificare è la parola d'ordine, per innovare un sistema, secondo i sostenitori, che deve muoversi in direzione di uno svecchiamento. Fine del bicameralismo e tempi certi nel processo legislativo, cancellazione del Cnel e delle Province dalla Costituzione, minori conflitti tra Stato e Regioni: i punti chiave a cui si guarda. "Il Senato – ha aggiunto Romeo – ha esaurito la sua funzione, è un doppione che genera ritardi. Ma il sistema “riflessivo” sarebbe comunque garantito. La presenza della Corte costituzionale e di altri “corpi” permetterà comunque un bilanciamento. Si aboliranno le Province, che - anche se personalmente mi dispiace da ex amministratore - per le condizioni in cui operano oggi non funzionano più".
