Diversi i motivi che hanno fatto saltare la trattativa per la permanenza del portiere. Tra questi anche i dispetti tra il dirigente calabrese e il potente procuratore del giocatore

di MIMMO FAMULARO

Fare il direttore sportivo al Milan non è come farlo a Cosenza. Soprattutto se l'interlocutore è uno degli agenti più famosi e astuti presenti sul pianeta calcistico e che risponde al nome di Mino Raiola. Massimiliano Mirabelli, per tutti Massimo, se ne è reso conto in questi giorni. Dopo aver piazzato una serie di colpi davvero interessanti, il direttore sportivo calabrese si è dovuto arrendere sul rinnovo di Gigio Donnarumma. Secondo quanto scrive la Gazzetta dello Sport, alla base della rottura tra le parti ci sarebbero anche i dispetti tra il direttore sportivo Mirabelli e il procuratore del portiere classe '99. Il primo non ha mai digerito i vecchi rapporti tra Raiola e Galliani mentre l'altro  è rimasto poco contento da alcune mosse del dirigente, come quella di presentarsi a Montecarlo per trattare con Gigio annunciando anche il possibile ritorno al Milan di suo fratello Antonio.

Il casus belli. Fatale una telefonata che ha mandato su tutte le furie il potente procuratore italo-olandese. La situazione è infatti precipitata quando Mirabelli,  non ricevendo nessuna risposta dal procuratore, ha deciso di rompere gli indugi e telefonare direttamente al portiere scavalcando Mino Raiola (nella foto Lapresse). Il casus belli che ha scatenato l'inferno. Raiola, letteralmente infuriato, ha quindi chiamato Fassone ribadendo che a trattare sarebbe stato lui e solo lui, nessun altro.  Inutili tutte le giustificazioni del direttore generale rossonero. La mossa di Mirabelli proprio non è piaciuta all'entourage del procuratore di origini campane che ha quindi deciso di interrompere ogni trattativa e comunicare il no al rinnovo. 

Braccio di ferro. Al Corriere dello Sport Massimiliano Mirabelli precisa: "Non è vero che durante l'incontro di giovedì c'è stata tensione con Raiola o che abbiamo litigato con lui. Le parti hanno preso atto della situazione e ognuno è andato per la propria strada". La trattativa sembra definitivamente naufragata e i rapporti con Raiola azzerati. Lo scontro è appena iniziato e si va dunque verso un vero e proprio braccio di ferro: "L'input della proprietà - ribadisce Mirabelli - è di non accettare offerte, anche perché per noi Donnarumma non ha prezzo. Non lo vendiamo, per ora".