"L'indomani, se Dio vuole, diventeremo martiri". E' quanto afferma il siriano sottoposto a fermo in un video ritrovato sul suo computer dagli investigatori della Guardia di finanza

di LUANA COSTA

Era approdato il 14 settembre del 2014 sulle coste crotonesi alla guida di un motopeschereccio di sua proprietà con a bordo una settantina di clandestini. Immediatamente sottoposto a fermo di indiziato di delitto con l'accusa di favoreggiamento di immigrazione clandestina e arrestato a seguito di verifiche, sarebbe dovuto uscire ieri sera dal carcere di Siano a wp_20161105_10_43_39_proCatanzaro se la Procura distrettuale antiterrorismo non avesse avanzato la richiesta di sottoporre nuovamente a fermo Abo Robeih Tarif, siriano di 23 anni indagato per il reato di associazione con finalità di terrorismo internazionale. Dall'esame approfondito del computer, dei telefoni e di schede telefoniche in suo possesso i finanzieri del comando provinciale di Catanzaro hanno, infatti, ipotizzato l'appartenenza al fronte di Jabhat al Nusra, ramo di Al Qaeda attualmente attivo in Siria e in Libano.

Milioni di file. Sono stati milioni i file analizzati dal nucleo di polizia tributaria di Catanzaro. Le indagini si sono focalizzate in particolare sulle conversazioni intrattenute da Abo Robeih Tarif con presunti altri affiliati e sulle immagini archiviate (alcune cancellate e recuperate dagli investigatori) sul cellulare. Nella maggior parte di esse, l'indagato  imbracciava armi (kalashnikov, bombe a mano, missili terra-aria ) o si faceva ritrarre in foto-4contesti di guerra con alle spalle carri armati. In particolare, l'analisi del portatile dell'indagato ha permesso agli investigatori di reperire ulteriore documentazione video: scene di sepoltura e cimiteri, immagini di soggetti morti, scene di combattimenti e guerriglia e un video in cui assieme ad altri due presunti affiliati dichiara: "L'indomani, se Dio vuole, diventeremo martiri".

Le chat. Ma sono le lunghe conversazioni intrattenute con altri presunti affilati che hanno incastrato il siriano che vantava contatti in tutto il nord Europa e oltre. Il cellulare è stato "tracciato" dal Nucleo di polizia tributaria in Danimarca, in Irlanda del nord e in Bulgaria ed è risultato in contatto con utenze riconducibili al Regno Unito, Turchia, Siria, Libano, Giordania, Qatar, Egitto, Algeria e Venezuela. Abo Robeih Tarif era un "giramondo", come ha dichiarato il procuratore capo, Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa; circostanza che ha condotto gli investigatori ad ipotizzare una funzione diversa da quella di semplice scafista. Nelle chat il siriano ha infatti dichiarato di essere giunto in Italia e in Europa per filmare le immagini delle stragi e si diceva disposto a prendere parte ad "attività di martirio". La conversazione è stata intrattenuta a metà giugno del 2014 con un interlocutore denominato Khalil: "Voglio registrare in un'operazione di martirio" la frase ripetuta dall'indagato.

La lettera. Durante una perquisizione eseguita lo scorso 25 giugno nella sua cella, è stata poi ritrovata una lettera in cui si domandava a Abo Robeih Tarif: "La cosa più importante è che dobbiamo sapere come deve essere questa persona?". Il mittente è Walid Said Mohammed e, secondo quanto riferito in conferenza stampa, la missiva sarebbe stata spedita da un paese europeo. ""Tale frase, secondo quanto riferito dal traduttore, è avulsa dal contesto della missiva e sarebbe inserita per confondersi con il resto del testo; il tenore della richiesta è nel senso di fornire delucidazioni sulle caratteristiche della persona da scegliere per il compimento di una qualche azione non meglio determinata" annotano gli inquirenti nel decreto di fermo.

GUARDA IL VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=wSkbNSXAcwk