La mozione, presentata dal consigliere regionale del gruppo Misto Antonio Lo Schiavo, unitamente al collega del Pd Raffaele Mammoliti e poi sottoscritta anche da Alecci, Bevacqua, De Nisi, Graziano, Talerico, Comito, Laghi e Tavernise, è stata approvata nel corso dell’ultimo consiglio regionale.

In estrema sintesi, l’atto licenziato dall’aula impegna la Giunta regionale «ad individuare la soluzione giuridico-amministrativa maggiormente idonea a rifondare» il Sistema bibliotecario vibonese.

«Ringrazio tutti i componenti dell’assemblea regionale che hanno sostenuto questa battaglia a favore della cultura e del territorio vibonese e calabrese. Sono convinto che la Regione Calabria troverà un modo per garantire la sopravvivenza di quello che rappresenta un autentico baluardo di saperi e conoscenza  – ha commentato a margine dei lavori del Consiglio lo stesso Lo Schiavo –  e credo che che il voto in aula potrà rappresentare un tassello importante in questo percorso. Ora spetta alla Giunta regionale raccogliere la valenza di questa sfida e attivarsi per individuare la soluzione più idonea a mettere in sicurezza e rilanciare il Sistema bibliotecario vibonese. Altri enti, in condizioni ben peggiori, sono stati salvati. Si faccia lo stesso anche per la cultura a Vibo e in Calabria», ha infine auspicato il consigliere regionale.

A proposito di tasselli, qualcosa comincia a muoversi: il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo, ha annunciato che il Comune, nella giornata odierna, ha deliberato la concessione gratuita per un anno dei locali di palazzo Santa Chiara al Sistema Bibliotecario vibonese.