Caso Chindamo, una lettera anonima riaccende i riflettori e riprendono le richerche
Una lettera riaccende i riflettori sulla scomparsa di Maria Chindamo, la donna di Laureana di Borrello di cui si sono perse le tracce da quasi tre anni. A squarciare il velo del silenzio è un missiva inviata all'avvocato Nicodemo Gentile (il legale della famiglia Chindamo) e alla Procura della Repubblica di Vibo nella quale verrebbero forniti indicazioni dettagliate sulla scomparsa di Maria: dal movente fino al punto esatto dove si troverebbe ubicato il corpo della donna. Quanto basta per riaprire le ricerche in un punto tra le province di Vibo e di Reggio Calabria indicato dalla lettera e non distante dal luogo in cui Maria Chindamo è stata prelevata con la forza e portata via.
Gli scavi. La scorsa settimana i carabinieri sono così tornati in località Montalto e con l'ausilio di mezzi speciali hanno avviato gli scavi nella zona indicata. Da quanto si apprende al momento le nuove ricerche non avrebbero prodotto risultati.
style="display:block"
data-ad-client="ca-pub-7956851822213362"
data-ad-slot="5102188730"
data-ad-format="auto">
"Quarto Grado". Il caso resta quanto mai aperto. Le luci intorno a questo mistero si erano d'altronde nuovamente accesi e di Maria Chindamo è tornato a parlare "Quarto Grado" il programma di Rete4 che spesso in questi anni si è occupato della scomparsa della donna di Laureana di Borrello. In studio erano presenti proprio il fratello Vincenzo Chindamo e l'avvocato Nicodemo Gentile. "La Procura di Vibo - hanno detto - non ha mai smesso di indagare e questo ci dà fiducia e alimenta la speranza".
Il sospetto di una vendetta. Nel corso della trasmissione si è parlato anche della lettera che per Vincenzo Chindamo sarebbe riconducibile a persone che conoscevano le abitudini di Maria e sapevano che la mattina in cui è scomparsa doveva recarsi in contrada "Montalto". Per il fratello di Maria tutto sarebbe avvenuto per "vendetta" e questa lettera alimenta i suoi sospetti.
