Rinascita, Gratteri: "I calabresi non sanno con chi parlare"
Nel giorno in cui è iniziato il maxi processo "Rinascita-Scott" nell'aula bunker di Rebibbia a Roma, il procuratore capo della Repubblica di Catanzaro è intervenuto ad "Otto e Mezzo", la nota trasmissione in onda su La7 condotta da Lilli Gruber.
Tra le altre cose sottolineate dal magistrato, di particolare valenza la risposta alla conduttrice sul fatto che la lotta alla mafia non sia una priorità neanche dell'attuale governo, Gratteri ha risposto: "L'idea che ho io delle riforme in testa non le può mettere in pratica neanche questo governo. Un governo che sta prestando grande attenzione al mio ufficio, il ministro Bonafede mi ha chiamato poco fa per sapere se avevo bisogno di qualcosa. Ho buoni rapporti con tutti - ha proseguito Gratteri - anche con Orlando, il predecessore di Bonafede. Ma non è questo il punto, tutte persone gentili, garbate per quello che possono fare. Il problema è che noi nel rispetto della Costituzione dovremmo fare tanti e tali di quelle modifiche fino a quando diventi non conveniente delinquere, fino a quando non c'è una sanzione proporzionata all'attività criminale si continuerà a delinquere e quindi il livello di contrasto sarà sempre insufficiente. Noi malgrado tutto - ha sottolineato - stiamo pareggiando la partita, c'è una serie di persone che sperano tanto in noi, che denunciano, dietro la mia porta ci sono 40-50 persone a settimana, ci sono 300 persone in lista d'attesa che vogliono parlare e ogni dieci ce ne sono due-tre che dicono cose importanti. I calabresi non sono omertosi, non sanno con chi parlare. La gente non è masochista, la gente non denuncia perchè non si fida.
Coronavirus e criminalità organizzata. "Le mafie non stanno a guardare, sono tra di noi e si nutrono del nostro consenso. Stanno attente a tutte le dinamiche ogni giorno che ci girano intorno e stanno comprando e compreranno ristoranti, alberghi, pizzerie, attività commerciali, latifondi che sono in crisi ed il coronavirus avvantaggia le mafie. La politica deve mettere delle regole per come distribuire i fondi europei. Avevo detto ai sindaci di mandare gli elenchi di chi aveva bisogno alla Prefettura. Vi ricordate quando un padre di famiglia arrivò con il Suv davanti a scuola per richiedere il tablet per la figlia? Sono stato attaccato perchè mi è stato detto che volevo controllare creando uno stato di polizia. Costerebbe molto di meno fare un'attività preventiva, invece di inseguire il reato".
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