Futuro incerto per la piscina di Vibo Valentia: i cittadini protestano
I cancelli della piscina restano chiusi. All’interno le erbacce la fanno da padrone e il degrado è ormai sotto gli occhi di tutti. I fondi per rimetterla in funzione, secondo quanto annunciato in piena estate, dall’amministrazione comunale, sarebbero stati trovati. Ma tutto, al momento, sembra essere nuovamente caduto nel silenzio mentre la struttura troneggia, in un’area peraltro degradata alla periferia sud della città, alla quale si accede dimenandosi tra le voragini che da anni rimangono da colmare.
Ad ogni modo, ieri, a rompere il silenzio sono stati dipendenti, attivisti e persone che frequentavano la struttura. Nel primissimo pomeriggio, si sono ritrovati tutti nei pressi della piscina per denunciare, ancora una volta, quella che, a loro dire, «è una vergogna». D’altronde, «non è possibile tenere chiusa una struttura di questo genere -hanno tuonato - da oltre due anni e mezzo».
A sostenere la protesta c’erano i dirigenti del Partito democratico, dal segretario cittadino Francesco Colelli ad Enzo Romeo, passando per Antonio Iannello e Pino Ceravolo. Ma soprattutto c’erano lavoratori ed appassionati. «Chiediamo la riapertura immediata di una struttura della quale la città ha bisogno -ha esordito Domenico Valente, istruttore della piscina per oltre 15 anni-. Dal Comune ci è stato detto che sarebbe accaduto nel mese di settembre, che le risorse sono state trovate, ma ancora siamo all’anno zero, visto che non è stato neanche individuato chi dovrà eseguire i lavori. Anzi, è calato un nuovo preoccupante silenzio».
E ancora: «Siamo nella città capitale del libro, ma lo sport non può essere trascurato specie se all’interno della struttura lavorano più di venti persone». Così, nella giornata di ieri è stata lanciata una petizione che ha già raccolto 500 firme. «Perché la gente -ha ribadito Valente -tiene alla piscina e molti non possono andare a Pizzo o Vibo Marina». E Walter ha lanciato il suo appello disperato: «Ho una disabilità e ho bisogno come l’aria della piscina». [foto id="543190"]
Un monito chiaro fatto proprio dal gruppo consiliare del Partito democratico, con Stefano Soriano che più volte (qui l'ultima) ha sollecitato l’esecutivo dai banchi dell’Aula e dalla segreteria cittadina. «Sposiamo la battaglia di utenti e dipendenti -ha urlato ieri Francesco Colelli – per garantire il diritto allo sport su questo territorio». Poi l’affondo nei confronti dell’amministrazione: «A Vibo non c’è un campo disponibile, non esiste un palazzetto agibile, non v’è una piscina fruibile». Pertanto, «servono risposte immediate da parte dell’amministrazione. Un altro anno agonistico, infatti, sta andando a farsi il bagno nel silenzio più assoluto». E l’ex presidente della Provincia Enzo Romeo ha chiosato: «Non è possibile tenere chiusa questa struttura così efficiente e ben organizzata. L’amministrazione deve riaprirla e comunque, a prescindere da questo, dovrebbe essere mantenuta con decoro».
Ci sono anche i ragazzi che praticavano nuoto agonistico in piscina a protestare per la riapertura della struttura. Simone e Davide, entrambi sedicenni, non esitano a manifestare il proprio disappunto: «Abbiamo continuato per un po’ di tempo altrove, ora siamo fermi. Ci manca molto la piscina nella quale abbiamo trascorso la nostra adolescenza. Vederla in questo stato non è accettabile». Infine, Caterina Brasca: «In questa struttura abbiamo visto la crescita sana dei nostri ragazzi che qui avevano trovato una casa. Tutto questo è doloroso».
