Una giornata da segnare sul calendario: tra il colloquio (soliloquio) tra i manager e il giornalista, l'inaugurazione di una mostra internazionale e un outsider che nessuno si aspettava.

di ALESSIA PRINCIPE

Nella soporifera campagna elettorale, in cui ogni presentazione regala selfie senza filtro quanto sbadigli mal soppressi, e anche le social-risse latitano – seppur qualche gradito graffio tra primedonne aveva lasciato ben sperare – l’unico sollievo è il buffet e qualche figuraccia che risollevi lo share della campagna. A Cosenza la bomba è esplosa oggi, giorno in cui drama, satira, politica e show si sono intrecciati come mani in preghiera.

#stillperacottari

Le mode si cavalcano e dopo la sfuriata della Lucarelli, esaurita l’indignazione e le analisi dei neo-espertoni in grafica e marketing, ecco sbucare paurosi manifesti, in bianco e nero, griffati Pd, appesi proprio per essere massacrati dai cittadini ancora caricati a molle sull'argomento dopo il "caso" Lucarelli. La locandina si gioca tutto sulla prospettiva - in cui l'angolo della costruenda piazza Fera-Bilotti sembra un'astronave aliena -, su un titolo ad effetto ("monumento alla bruttezza")  e un “LA CITTA’ E’ SVENTRATA”che grida giustizia.

Il manifesto del Pd

Per la furia e la fretta gli autori hanno scambiato apostrofi per accenti. Apriti cielo. Treccani alla mano i cosentini si sono lanciati in dottissime discussioni su grammatica, sintassi e metafore, sull’importanza della cultura, di leggere almeno dieci libri in un anno, sventolando lauree, master e corsi di cucina; invocando ghigliottina e licenziamento (di questi tempi quasi la stessa cosa) per i creativi, editor, copywriter (termine top delle ultime quarantotto ore) fautori del disastro. Bombardata di tag anche l’Accademia della Crusca che, come nel caso del “petaloso”, probabilmente per sfinimento, darà il suo assenso alla “e” con apostrofo almeno fino alla fine delle elezioni.

#la scoppiettante stampa locale

Puoi dire che è ricco, che è di successo, che è un fan della corsa e di Instagram, puoi dire che viaggia parecchio, che ama selfie e le gallery di vacanze in Kenya in look total white, ma non puoi dire che a Lucio Presta sia simpatica la stampa locale. Non tutta almeno. E non ci prova neanche un po’ a riallacciare un certo feeling perché il circo è abituato a condurlo lui e basta. Il massimo dell’empatia la esprime con un laconico retwitt quando va proprio di lusso. Ma niente di più. Tutti lo cercano ma lui si fa desiderare. La riprova di questo strano rapporto è tutta nelle chiacchierate poche righe del comunicato stampa di AmoCosenza, diffuse ieri in serata, che hanno fatto indignare quella che Presta, all’indomani dell’affaire Briatore, definì “la scoppiettante stampa locale”.

L'incontro al Citrigno

Una serie di divieti che non sono andati giù ai giornalisti cosentini provocando mal di pancia anche negli aficionados del manager e molte alzate di spalle. In sunto: niente domande a Lucio e a Del Debbio (peccato, c’era la fila) - precipitatosi a Cosenza e ragguagliato in fretta sui fondamentali della ridente cittadina bruzia - niente riprese integrali esterne ma montaggi pre-confezionati pronti a essere distribuiti alle emittenti dallo staff del manager. Un po’ come a dire: lo show lo conduco io, scelgo chi, come e quando e voi sedetevi a gambe incrociate un po’ dove capita. La “scoppiettante stampa locale” si è spaccata d’indignazione. Nei dintorni del cinema Citrigno, intanto, venivano avvistati Giulia Fresca, "sopralluogante" in avanscoperta, e Lorenzo Catizone che passeggiava davanti all'ingresso pattugliato da curiosi e politici mentre la sorella Eva, in piena fase da endorsement occhiutano, traduceva dal francese al Museo del fumetto. Qualche giornalista ha raccolto l’invito di alcuni a boicottare l’incontro, qualcun altro, invece, s’è presentato con camere e ambaradan come nulla fosse ché tanto per le riprese integrali non ci sarebbe stato neanche spazio a sufficienza nell’hard-disk.

L'incontro al Citrigno

#ilpaolosbagliato

Una signora in quarta fila, arieggiandosi con un volantino Conad scovato in borsa, chiedeva come mai “Lucio” non avesse portato «quel Paolo, Paolo Bonolis invece di questo che faceva quel programma come-si-chiama». Ma di Paolo Del Debbio la voce s’è comunque sentita poco.

Presta e Del Debbio

La dirompenza di Presta, a colloquio (soliloquio) con Del Debbio sotto un gigantesco hastag da spot Enel anni ’80 (#energiapercosenza), ha coperto le buone intenzioni del giornalista berlusconiano che, a tratti arrancando ma ancorandosi alle domande in scaletta, ha mostrato stupore e indignazione (quella ci sta sempre bene) per i cumuli di spazzatura sparpagliati per la città «perché – ha insistito con voce confidenziale da captatio benevolentiae – io so che i cosentini amano la pulizia» come se fossimo tutti casalinghe disperate con lo Spic e Span in tasca.

#ilcandidato

Mentre veniva inaugurata la prima mostra sulle più belle cover di Charlie Hebdo al Museo del Fumetto, mezz’ora di incursione satirica a cura di Nunzio “webmastru” Scalercio non ha fatto che da apripista alla bizzarra presentazione – soprattutto vera – del nuovo candidato a sindaco: Vincenzo Iaconianni detto il “Guru”.

Vincenzo "Guru" Iaconianni

Con le fattezze di Osho e le buone intenzioni di Martin Luther King, sostenuto dalla lista Ettaruzzo Hebdo, il “Guru” si è presentato come guida spirituale della città. Anche la scorta delle due vignettiste francesi, ospiti eccezionali della mostra, ha avuto un sussulto. La vera bomba della giornata alla fine era esplosa davvero.