Non ci stanno le donne del Partito democratico calabrese appartenenti alla Conferenza Regionale Calabria. Anche loro esprimono un sentimento di disapprovazione rispetto al rinvio della prima convocazione del consiglio regionale dopo le elezioni del 26 gennaio scorso. Hanno deciso, dunque, di prendere carta e penna e scrivere al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ed al ministro agli Affari Regionali, Francesco Boccia.

La lettera. "Decorsi inutilmente i termini previsti dallo statuto e dal regolamento per l’insediamento del consiglio regionale rinnovatosi il 26 gennaio, dinnanzi alla “sconvocazione” ,per la seconda volta, dell’assemblea di insediamento richiesta da 18 componenti della maggioranza incuranti della norma che prevede che si tenga entro la terza settimana dalla proclamazione degli eletti mentre siamo a 51 giorni, ai gravi rischi derivanti dalla mancanza dell’organo rappresentativo -deliberativo della Regione, all’avanzare della pandemia di corona virus e alle condizioni disastrose della sanità calabrese commissariata da molti anni come ha segnalato anche il prof. Massimo Galli dell’ospedale Sacco di MI, all’impossibilità dell’esercizio della potestà legislativa in una Regione priva ancora oggi del bilancio e dell’esercizio dei poteri di controllo per la tutela della vita, della salute, delle condizioni di sopravvivenza dei calabresi, all’assenza anche dell’organo di Governo regionale che il presidente della regione neo eletto a termini di statuto avrebbe dovuto insediare entro i sette giorni dal suo insediamento, chiedono alle SS. LL. di voler promuovere ogni atto di propria competenza al fine di far cessare tale grave sospensione dell’organo democratico e si possano scongiurare i gravi rischi che la Calabria corre in siffatta situazione".