Tentata estorsione: assolto pentito vibonese (NOME)
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore Generale di Catanzaro contro la sentenza di assoluzione di Emanuele Mancuso, collaboratore di giustizia, accusato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dell’imprenditore Pasqua Romano.
La Suprema Corte ha confermato la decisione della Corte d’Appello di Catanzaro del 6 marzo 2024, che aveva assolto Mancuso "per non aver commesso il fatto". I giudici hanno ritenuto infondate le censure del ricorso, escludendo qualsiasi partecipazione di Mancuso all’atto intimidatorio. Dalle dichiarazioni rese in aula emerge che fu lui stesso a informare lo zio, Luigi Mancuso, dell’intenzione estorsiva di Leone Soriano, ricevendo da quest’ultimo l’ordine di non toccare la vittima.
Proprio per questo, gli esecutori dell’attentato lo esclusero dall’azione, temendo potesse avvisare il boss. La Cassazione ha inoltre valorizzato la condotta collaborativa di Mancuso, considerata indice di una rottura con la logica mafiosa. Con questa decisione, l’assoluzione diventa definitiva.
