Per il primo cittadino il governatore macchina contro la nuova amministrazione senza mai esporsi in prima persona

Scontro all'arma bianca tra il nuovo sindaco di Cosenza Mario Occhiuto e il governatore Mario Oliverio. La sconfitta cocente del centrosinistra, letteralmente stracciato al primo turno nella città dei Bruzi non ha fatto altro che alzare il livello della tensione.
L'aria tra fazioni è pesante da settimane. D'altronde, l'esito delle elezioni in terra dei Bruzi ha costituito la sintesi delle difficoltà politiche del centro-sinistra. E lo scontro dal capoluogo silano si è trasferito negli ultimi giorni sulla stampa.

Lo scontro. Ad aprire le danze è stato proprio il capo dell'Amministrazione cosentina. "Oliverio  - ha detto ieri Occhiuto - sta portando la Calabria allo sfascio, è un governatore che non ha il coraggio delle sue azioni e non può governare la nostra Regione».  E ancora, secondo Occhiuto il presidente della Regione "passa il suo tempo a ordire congiure e intrallazzi, come è d’uso in una classe politica inetta e furba che ha portato a questo stato un territorio ricco di opportunità e risorse". Netto il giudizio sulla gestione della cosa pubblica nel corso dei primi due anni di governo della Regione. "I calabresi - ha tuonato Occhiuto - meritano molto di meglio e mi auguro che questa gestione fallimentare della Regione finisca al più presto".

L'ex sindaco Mario Occhiuto, oggi ricandidato al ruolo di primo cittadino

Il tormentone.  Insomma, un presidente della Regione che si mimetizza, agisce dietro le quinte, non si prende le proprie responsabilità ma sta "dietro ogni congiura che riguarda il Comune di Cosenza o la Provincia". Due gli esempi portati dal sindaco: "Oliverio - ha sostenuto - ha appaltato la metrotranvia senza le necessarie autorizzazioni e adesso non ha neanche il coraggio di convocarmi, ma preferisce lasciare che sia la ditta appaltatrice a farlo direttamente. I cittadini devono sapere – ha continuato Occhiuto – che Mario Oliverio sta bloccando tutti i finanziamenti del Comune di Cosenza, come ad esempio quelli per il completamento di piazza Bilotti o per la realizzazione del Museo di Alarico, senza dimenticare che anche il servizio della circolare veloce, un comodo trasporto pubblico da Cosenza all’Unical, è stato bloccato dalla Regione per favorire gli autotrasportatori locali".

La sanità. "Questo modo di agire – ha proseguito il sindaco di Cosenza – sta portando al collasso la sanità locale, che – è sotto gli occhi di chi purtroppo è costretto a ricorrere a cure mediche – non ha mai vissuto un periodo così disastroso come quello attuale. In tutto questo, vediamo in corsia medici e infermieri eroici, che fanno turni di lavoro massacranti, cercare di dare la massima assistenza ai pazienti e ai loro familiari che, dal loro canto sono esausti di vivere situazioni da terzo mondo. Possibile che questo modo di agire non gli faccia avvertire nessun senso di responsabilità verso i cittadini, che in questo modo soffriranno di disagi e disservizi?"

Mario Oliverio fotoLa replica.  Immediata è arrivata la risposta di Oliverio che non ha esitato a ribattere alle provocazioni. Occhiuto, a suo dire, "comincia a dare i numeri e parla a vanvera. E’ evidente che alza i toni e punta sulla provocazione, nel chiaro tentativo di rifarsi una verginità.
Spera che così facendo possa tirarsi fuori e far dimenticare che egli è stato uno dei protagonisti principali della compagine che con Scopelliti ha condotto la Calabria allo sfascio. Non a caso, in questo primo anno e mezzo il mio impegno dal governo regionale è stato inevitabilmente dedicato prima di tutto a spalare le pesanti e nauseabonde macerie generate dalle loro distruzioni". Il governatore non ha esitato a stigmatizzare il modus operandi dell'ultimo quinquennio a Cosenza. "L’amministrazione della cosa pubblica a Cosenza e in Calabria negli ultimi cinque anni ha conosciuto vere e proprie barbarie e devastazioni. Solo ora potrà aprirsi in Calabria un ciclo virtuoso per realizzare investimenti finalizzati allo sviluppo e alla crescita dell’occupazione e per promuovere iniziative rivolte ad assicurare ai cittadini i diritti primari e costitutivi dello Stato sociale. Solo ora, grazie al lavoro che stiamo svolgendo, si apre la possibilità per una “Calabria normale”, i cui tratti distintivi sono contrassegnati dal principio dell’etica e della legalità. Una Regione siffatta è ovviamente sconosciuta a Mario Occhiuto e ai suoi sodali. Per quanto mi riguarda sono sereno e non sono affatto stupito del nervosismo di Mario Occhiuto. Il suo parlare a vanvera non è l’effetto di un colpo di sole ma è dettato da una sua non celata preoccupazione per il fatto che, alla fin fine, tutti i nodi vengono al pettine. Del resto questo accade quando prevale un uso distorto dell’azione amministrativa ed una concezione privatistica della cosa pubblica".

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