Donati gli organi del bimbo originario del Vibonese ucciso da un'auto
Dal dolore più atroce può nascere un gesto di speranza. È la lezione che arriva da Adria, dove la tragica morte del piccolo Mattia Restuccia, appena 5 anni, ha lasciato senza parole due comunità: quella veneta e quella calabrese di Joppolo, paese d’origine della sua famiglia.
Il bambino era stato investito insieme alla madre mentre tornava a casa in bicicletta. Dopo ore di lotta in ospedale, i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale. In quel momento, la mamma Genny Cavallaro, ancora ricoverata per le ferite riportate, ha trovato la forza di compiere una scelta difficile ma carica di significato: acconsentire alla donazione degli organi del suo bambino.
Un atto che permetterà a Mattia di continuare a vivere attraverso altri coetanei, restituendo il sorriso a famiglie che da tempo attendevano una speranza. “Così – raccontano i conoscenti – il piccolo potrà ancora dare vita, come lui stesso sapeva donare affetto e gioia a chiunque incontrasse”.
Intanto, le comunità si stringono attorno a Genny, rimasta vedova da pochi mesi e oggi travolta da un nuovo dolore. Adria ha proclamato il lutto cittadino per i funerali del piccolo, che si svolgeranno lunedì pomeriggio nella cattedrale.
Se la dinamica dell’incidente è ormai chiara – un automobilista privo di patente, alla guida di un mezzo sequestrato e senza assicurazione, ha travolto la madre e il figlio – resta oggi la testimonianza luminosa di una scelta che trasforma la tragedia in un dono di vita.
