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Si chiude con un’assoluzione piena la vicenda giudiziaria che vedeva imputato un imprenditore catanzarese accusato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti. Il Tribunale di Catanzaro ha infatti stabilito che “il fatto non sussiste”.

L’accusa contestava l’utilizzo di cinque fatture ritenute fittizie per ridurre il carico fiscale negli anni d’imposta 2015 e 2016, per un presunto danno erariale di circa 170mila euro tra IVA e IRES. La Procura aveva chiesto una condanna a un anno e due mesi di reclusione.

Nel corso del dibattimento, però, la difesa ha prodotto documentazione relativa a ordini, consegne e pagamenti tracciati, dimostrando la reale esecuzione delle operazioni commerciali.

Determinante anche la valutazione del giudice sulle prove dell’accusa: la qualifica di “cartiera” attribuita alla società fornitrice è stata ritenuta priva di riscontri oggettivi.

Per il Tribunale non è emersa alcuna prova della natura fittizia delle operazioni contestate, con conseguente assoluzione dell’imputato con la formula più ampia prevista dall’ordinamento.