Un infermiere ha avuto il dito staccato a morsi da un paziente con disturbi mentali nel reparto di psichiatria dell’Ospedale del Mare di Ponticelli, a Napoli. Il paziente ha anche aggredito una infermiera, sferrandolo un pugno in pieno volto. I fatti risalgono al 30 novembre, quando in reparto è arrivato il 30enne, che si rifiutava di sottoporsi alla terapia somministrata dall’infermiere. Il professionista è stato ricoverato per le lesioni riportate al dito.

La preoccupazione di Nursing Up
“Quanto vale la vita di un infermiere? – questiona il presidente nazionale del Nursing Up, Antonio De Palma – Da una parte siamo alle prese con la crescente mala cultura di una collettività che trasforma gli infermieri nei nemici. Dall’altra, troppo spesso, le aziende sanitarie, i nostri datori di lavoro, dimenticano di essere responsabili della nostra incolumità e come tali dovrebbero sentirsi in primis coinvolti per quanto accade ogni giorno nelle corsie”, denuncia.

La 57esima aggressione registrata
Il sindacato chiede che siano stabilite politiche per mettere in atto “piani a tutela dei professionisti della salute, letteralmente abbandonati a se stessi. I numeri delle aggressioni negli ospedali non mentono!”. Questa sarebbe la 57esima aggressione ufficiale avvenuta da gennaio 2023 nell’Asl Napoli 1, “che seppur partorito dalle condizioni difficili di un paziente, non può essere giustificato. Siamo indignati, siamo seriamente preoccupati per quanto accaduto e tutto questo rischia ancora di accadere ogni giorno”. L’organizzazione comunica che i professionisti dell’assistenza continueranno a scendere nelle piazze a protestare e mettono in atto scioperi, come quello previsto per il 5 dicembre.