Continuano gli appuntamenti del Festival Calabria delle Donne in provincia di Vibo Valentia, dopo aver ricordato il notaio Mariolina Palermo è toccato ad altre tre donne ad essere celebrate e fatte conoscere ad un pubblico più ampio, donne che si possono definire speciali per il loro modo di essere e per il loro agire,
La psicologa Titti D’Amico e la serva di Dio, Irma Scrugli, grazie alla collaborazione con il Rotary club di Vibo Valentia e Diana Recco l’eroina medioevale che vendicò i 7 martiri monteleonesi, in sinergia con il Liceo Classico Michele Morelli.
Titti D’Amico . psicologa clinica e psicoterapeuta, ha sempre associato l’attività clinica e l’insegnamento sia nella formazione professionale sanitaria della Regione sia presso diverse Università, è sempre stata sensibile alle tematiche sociali e all’affermazione dei diritti civili con particolare attenzione alle tematiche della famiglia.
Mentre Irma Scrugli fu la cofondatrice con don Mottola della “Famiglia degli Oblati e delle Oblate del Sacro Cuore” un Istituto secolare, eretto poi a livello diocesano, proveniente da una famiglia aristocratica tropeana, lasciò le comodità del suo rango e abbracciò la povertà aiutando soprattutto le persone con disabilità, gli anziani, i carcerati e tutti i poveri che andavano a bussare alla sua porta.
Per quanto invece riguarda Diana Recco, la si è voluta presentare sotto una nuova luce: non più protagonista di una sia pur forte azione vendicativa, in nome dei “Sette Martiri Monteleonesi” (tra i quali, suo padre e suo fratello), quanto piuttosto come un’eroina di Libertà, che ha agito in nome della Libertà, bene supremo per il quale i monteleonesi nei secoli si sono sempre battuti fino all’estremo sacrificio, una diversa chiave di lettura che è stata proposta dallo studioso e giornalista Maurizio Bonanno, alla luce di una nuova interpretazione di quel periodo storico a Monteleone.