Sanità vibonese, tra crisi e rabbia: attesa per l’incontro pubblico promosso da “Ali di Vibonesità”
Dopo anni di criticità, commissariamenti e mancate risposte, l’associazione chiama a raccolta istituzioni, sindaci, medici e cittadini per costruire un percorso condiviso
Se si guarda indietro, appare evidente come la sanità a Vibo Valentia viva da decenni in uno stato di emergenza permanente. L’Asp, ricorda l’associazione Ali di Vibonesità, non ha mai attraversato una fase realmente stabile, né è riuscita a imboccare una strada capace di riportare la gestione entro parametri ordinari. A ciò si aggiunge un clima di opacità e inefficienza che, negli anni, ha prodotto una serie di commissariamenti senza tuttavia sciogliere i nodi principali.
Negli ultimi giorni, il dibattito si è ulteriormente acceso, complice anche un’atmosfera prenatalizia appesantita da polemiche e fraintendimenti. La città, e con essa l’intero territorio, paga un prezzo altissimo per una gestione della spesa sanitaria ritenuta incoerente e incontrollata. Ed è proprio su questo terreno che si consuma il confronto con la Regione Calabria: secondo Ali di Vibonesità, il presidente Roberto Occhiuto avrebbe mostrato segni di difficoltà soprattutto dopo le proteste sollevate a Vibo, contestazioni che riflettono il crescente malcontento dei cittadini verso decisioni considerate inadeguate.
La popolazione, infatti, continua a chiedere spiegazioni sui “colpi” subiti negli ultimi mesi, sentendosi ignorata e tradita nelle proprie esigenze. Non è la prima volta che aspettative e diritti dei vibonesi vengono disattesi, creando frustrazione in chi da anni invoca un sistema sanitario più giusto, trasparente e funzionante.
In questo contesto, Ali di Vibonesità rinnova il suo impegno e invita associazioni, sindacati e cittadini a un momento di riflessione collettiva, esortando alla ricerca di una visione comune che possa finalmente invertire la rotta. Una sanità più vicina alle persone, sottolineano, è possibile solo attraverso responsabilità, consapevolezza e la volontà condivisa di cambiare.
Da qui nasce l’iniziativa prevista per mercoledì 10 dicembre alle 16.30 nell’Aula Magna del Convitto Nazionale “G. Filangieri”: un appuntamento che mira a elaborare una proposta concreta per un potenziale “decreto salva Vibo”. Il documento che verrà presentato conterrà soluzioni e linee guida per il recupero della piena identità sanitaria del territorio.
L’incontro, coordinato dal rettore Alberto Capria, vedrà la partecipazione di numerose figure istituzionali e del mondo associativo: Giusi Borello, Enzo Romeo, Salvatore Fortunato Giordano, Vito Pitaro, Enzo Natale, Pino Brosio e Pino Conocchiella. Le conclusioni saranno affidate al commissario dell’Asp, Gianfranco Tomao. Un parterre che rappresenta i principali attori del panorama sanitario e amministrativo: Comune, Conferenza dei Sindaci, Regione, Ordine dei Medici e associazioni civiche.
Resta però il nodo dei numeri illustrati nei giorni scorsi dal subcommissario Ernesto Esposito, contestati da Ali di Vibonesità, che richiama invece i dati del Dca 181/2025 e dell’Istat 2023: Vibo Valentia risulterebbe la provincia con la quota pro-capite pesata più bassa della Calabria, con un divario di 141 euro per abitante e un sottofinanziamento stimato al 60% rispetto al fabbisogno reale. Una disparità definita strutturale, non politica.
A sostenerlo è anche Soccorso Capomolla, direttore del Don Mottola Medical Center di Drapia, che in un’intervista a Noi di Calabria ha invitato la Regione a prendere atto della situazione e incoraggiato i cittadini a non arretrare nella richiesta di verità e giustizia sanitaria. Una verità che, secondo lui, emergerà presto, chiamando alle responsabilità chi ha contribuito all’attuale crisi.
L’incontro del 10 dicembre, dunque, viene percepito come un passaggio cruciale: un’occasione per trasformare la protesta in proposta e per dare avvio a un percorso che possa restituire ai cittadini di Vibo Valentia il diritto fondamentale alla salute.
