La manifestazione partirà da Stefanaconi  e si dirigerà nel capoluogo con “Il Racconto errante”. Quando letteratura,poesia e luoghi si incontrano.

Nella sala-conferenze dello storico Palazzo Carullo, venerdì 6 aprile alle ore 17, il Comitato Letterario “Fior di Loto”, rappresentato dalle poetesse Sonia Demurtas e Romina Candela, alla presenza del sindaco Salvatore Solano, e della Presidente del Club Unesco prof.ssa Maria Loscrì, nel continuare il fortunato percorso didattico-letterario della Scuola di Scrittura Creativa, ospiterà la scrittrice Titti Preta che terrà la propria lezione su: “La tessitura del romanzo giallo e la riscrittura delle leggende” attraverso l’opera “L’ombra di Diana”, incentrata sulla leggenda storica di Diana Recco, di cui ricorre quest’anno, a voler dar credito alle fonti, il Cinquecentenario. Modererà l’incontro il giornalista Salvatore Berlingieri.

Nel libro viene rielaborata la storia dei Sette Martiri di Monteleone, il cui eccidio, voluto dai duchi Pignatelli nel 1508, sarebbe culminato nella vendetta, dieci anni dopo, da parte della discendente di uno dei sette martiri, Diana, che osò sfidare i potenti e indicare la via della libertà, secondo la sentenza latina: “Dulce et decorum est pro patria mori”.
Ritorna dunque la scrittrice Preta a un’immagine letteraria di Vibo Valentia, anche se chiaroscurale, com’è tipico del suo stile (ricordiamo “Il segreto della ninfa Scrimbia”).
Il luogo-simbolo di questa storia è senza dubbio il Castello di Ruggero il Normanno, depositario dell’identità civico-sociale, la cui conoscenza è primo passo per la creazione di un senso di appartenenza, da cui nasce l’amore e il rispetto per la propria città.
Infatti, per coronare l’evento di venerdì 6 aprile, domenica 8 aprile a Vibo Valentia si svolgerà la Passeggiata Letteraria sul Racconto errante di Diana Recco: “ La poesia dei luoghi: Voci antiche e contemporanee” ”, ideata dalla scrittrice e da M. Loscrì.
L’accoglienza dei partecipanti si terrà alle 9,30 davanti alla Chiesa Di S. Antonio-Padri Cappuccini (area utile per il parcheggio delle auto), con illustrazione del percorso narrativo.

Promotore dell’evento il Club Unesco e la Media Experience di M. Loscrì, insieme ad altre associazioni come: “50 e più” (Presidente Raffaela Caforio) e “Accademia di Antichità Classiche “(presidente Giuseppe Collia) oltre, naturalmente, al Comune di Stefanaconi e il Comitato Letterario Fior di Loto.

L’itinerario percorrerà alcuni luoghi del centro storico di Monteleone che fanno da sfondo a episodi del romanzo, con particolare attenzione al Castello Normanno-Svevo, sotto la vigile guida della scrittrice, che si avvarrà come ciceroni degli archeologi G. Collia e M. Zinnà, seguendo il canovaccio narrativo de “L’Ombra di Diana” integrandolo con notizie storiche, artistiche, di costume, aneddotica. Fondamentali saranno i momenti di lettura espressiva (“reading d’autrice”) di passi scelti lungo l’asse antico della città.
La passeggiata letteraria attraverserà la Monteleone medievale-rinascimentale vista con gli occhi della scrittrice, facendo vedere i luoghi-simboli del potere, raccontando la storia del dominio ducale dei Pignatelli, fatto di fasti e usurpazioni, dando spessore a quella dimensione di impostura a cui si fa riferimento nel libro, che rievoca un passato leggendario tingendolo di tinte misteriose e di toni intriganti nel tentativo di presentare la storia con occhi nuovi.

Le riprese saranno a cura del giornalista di Kalabria.tv Nicola Pirone che curerà un reportage mobile sui luoghi attraversati e narrati.

Giusto per conoscere l’opera, pubblicata da T. Preta nel 2016 con LIbritalia.net, un’eccellenza vibonese dell’editoria nazionale, eccone una recensione. A scriverla è il primo cittadino di Vibo, che ha introdotto la prima edizione del libro. “Con L'Ombra di Diana Maria Concetta Preta compie un'operazione letteraria singolare. Il romanzo è un giallo-mistery ben strutturato: c'è l'antefatto, c'è il crescendo, c'è il topos e c'è il finale ad effetto. Già dalle prime pagine si dipana una trama elaborata da una “penna” che ha confidenza col genere. Su un racconto che defluisce lungo il solco tracciato dai protagonisti – un nobile decaduto e una classica femme fatale – l'autrice 'innesta' la leggenda vibonese per antonomasia, quella di Diana Recco. La protagonista del romanzo diviene la reincarnazione dell'eroina popolana che, per vendicare padre e fratello, vittime del duca Pignatelli, nel 1518 (dieci anni dopo l'eccidio dei Sette Martiri di Monteleone) trafigge con uno stiletto il petto del sicario, il barone Giovanni Lo Tufo. Così, con il mistero che circonda la villa dove inizia e finisce il dramma, si intreccia quello di Diana Recco, il cui spirito si reincarna ogni due secoli in un'altra donna di identiche fattezze. Il “medium” fra l'una e l'altra Diana è il quadro esposto su una parete della villa: un volto immutato nei secoli, ma coperto da un velo dipinto in un secondo tempo. Nell'immaginazione dell'autrice, il volto di Diana Recco deve essere celato perché i monteleonesi possano dimenticarlo. Sono i successori del Pignatelli che vogliono così. Perché il ricordo della nemica del potere rischia di destare lo spirito di ribellione del popolo, quindi, in qualche modo, deve essere sedato. Insieme alla leggenda di Diana, nel racconto si materializzano i siti storico-archeologici della nostra città. I più noti – il castello, l'altura del Cofino e la cava Cordopatri, il Valentianum, Santa Chiara, Santa Maria La Nova e Spirito Santo, la Villa Comunale – e quelli reconditi, come Villetta Fabiani (o Villa Centocamere), di cui oggi rimangono solo le rovine nei pressi di contrada Silica. È in questa armonica connessione della fantasia con la realtà dei luoghi che risalta l'amore di Maria Concetta Preta verso la città, peraltro, già manifestato in precedenti opere letterarie. L'Ombra di Diana rappresenta un omaggio all'estetica ed alla storia di Vibo Valentia reso da una sua degna figlia.”