Il governo si riserva di chiudere ancora i locali pubblici, che di fatto possono creare assembramento di persone, in misura non superiore a trenta giorni di durata per volta e però reiterabili fino al 31
luglio. E' un'ipotesi contenuta nella bozza del decreto per il contrasto al coronavirus all'esame oggi dell'esecutivo Conte, bozza che Agipronews ha potuto visionare e in cui si parla di "chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo" per appunto contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Covid-19, "su specifiche parti del territorio nazionale ovvero, occorrendo, sulla totalità di esso".

I provvedimenti anti-epidemia, prosegue Agipronews, avranno durata "non superiore a trenta giorni", sono reiterabili e modificabili "anche più volte fino al 31 luglio 2020" e con possibilità di "modularne l'applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l'andamento epidemiologico del virus". Le misure - tra cui la possibile ulteriore chiusura delle sale che attualmente è previsto siano chiuse fino al 3 aprile - sono adottate "con uno o più decreti del presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro della Salute, sentiti il ministro dell'Interno, il ministro della Difesa, il ministro dell'Economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonchè i presidenti delle regioni interessate".

Sono 28 gli ambiti entro i quali potranno essere stabilite restrizioni per combattere l'epidemia del Coronavirus, che andranno attuate comunque "secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente su specifiche parti ovvero sull'intero territorio nazionale". La bozza del nuovo decreto legge, in fase di messa a punto, che riordina la misure messe in campo finora attraverso i vari dpcm e che assorbe, abrogandolo, anche il primo decreto legge che aveva dato la possibilità di istituire le zone rosse all'inizio dell'emergenza.
Tra le voci compaiono la possibilità di chiudere negozi, bar ristoranti, le attività produttive, gli uffici della P.a. mandando i lavoratori in smart working. Ci sono poi le limitazioni ai movimenti, sia dall'abitazione per chi è in quarantena (divieto assoluto) sia dai Comuni di residenza o anche, come fatto di recente da alcuni governatori e nel weekend dal governo, dai territori regionali o comunali. Si possono chiudere strade e parchi, oltre che scuole, teatri, cinema, musei, chiese, palestre e parchi.

Chi non rispetta le misure di contenimento contro il coronavirus, "è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500 a euro 4.000". Lo prevede la bozza del dl decreto, ancora in fase di messa a punto, che sarà oggi all'esame del Cdm. A quanto si apprende, nel governo c'è chi ritiene sia opportuno abbassare a 2000 euro la sanzione massima. E' prevista inoltre la "chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni" se si violano gli obblighi previsti per le attività commerciali. Le Regioni possono adottare o sospendere le misure anti contagio sul loro territorio - sempre secondo la bozza -: entro 24 ore le devono comunicare al presidente del Consiglio e perdono efficacia dopo 7 giorni. Il nuovo decreto mira a regolare i rapporti tra governo ed enti locali nella gestione delle ordinanze anti-Coronavirus. Anche i sindaci possono adottare o sospendere le misure restrittive per 7 giorni previa comunicazione alla Regione. I sindaci non possono adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

Il provvedimento, spiegano più fonti di governo, serve a uniformare il quadro normativo delle disposizioni finora adottate per frenare l'emergenza, aggiornando e sostituendo il primo decreto di fine febbraio, varato per istituire le prime zone rosse. Nel provvedimento, che nell'attuale bozza ancora suscettibile di modifiche sarebbe composto da 5 articoli, viene espressamente previsto che i decreti del presidente del Consiglio siano inviati alle Camere.