Liberi e Uguali a Vibo schierati con i lavoratori sfilano per le vie della città
"Lo Stato - scrive il partito di Grasso - spesso si è comportato come il peggiore degli sfruttatori creando precariato"
"Siamo arrivati ormai agli ultimi istanti di questa campagna elettorale ed è tra strette di mano, cene, incontri al bar ed applausi pilotati che ci accorgiamo che nella maggior parte dei casi chi si candida (con buone probabilità di vittoria) a rappresentare il popolo in realtà con esso non ha nulla a che fare. Due realtà diverse, due vite sconnesse. Oggi noi siamo stati vicini a quella parte più importante, quella che è stata abbandonata a se stessa. Ci siamo schierati al fianco dei lavoratori, che supportati dai sindacati Cgil e Cisl, hanno sfilato stamattina lungo le strade del corso della città di Vibo". Lo scrive in una nota il coordinamento di Liberi e Uguali di Vibo Valentia, nella convinzione che non sia "possibile star in silenzio ad ascoltare promesse impossibili o giuramenti improbabili in tv per andare a caccia di voti, dimenticando che forse basterebbe anche meno della luna per risolvere alcune delle più serie problematiche che attanagliano soprattutto il nostro territorio. In un territorio de-industrializzato (migliaia di posti di lavoro persi in pochi anni) solo agricoltura e turismo offrono qualche opportunità lavorativa, ma nemmeno in questi campi un lavoratore può trovare la sicurezza economica che gli permetta di condurre una vita senza l’ansia di non farcela ad arrivare a fine mese e soprattutto di non riuscire a soddisfare i bisogni primari della propria famiglia".
"Allora l’unica ancora di salvataggio è il precariato di Stato. Come quello dei lavoratori ex Lsu-Lpu - prosegue la nota - che attendono risposte che tardano ad arrivare ormai da due mesi. Questo a conferma del fatto che lo Stato spesso si è comportato come il peggiore degli sfruttatori creando precariato. È vero, è probabile che molti siano stati gli erori commessi in passato, ma ormai bisogna trovare una soluzione che possa soddisfare al meglio le esigenze di questi lavoratori: precari da anni e senza ormai chanche di rituffarsi nel mondo del lavoro. Le difficoltà dei lavoratori del nostro territorio non finiscono certo qui: sono 127 i dipendenti dell’ente Provincia in attesa del pagamento dello stipendio. E nonostante gli annunci in pompa magna di soldi piovuti su palazzo ex-Enel, i lavoratori continuano a rimanere a bocca asciutta e minacciano di consegnare le schede elettorali e di rinunciare al voto per uno Stato dal quale si sentono traditi. E allora non rimane che l’agitazione, l’unico strumento che riesce a far emergere la voce dei lavoratori dalla nebbia che offusca questa regione e che si spera faccia arrivare l’eco dei passi del corteo di questa giornata di un gelido fine febbraio fino a Roma. Noi di Liberi e Uguali ci siamo, sempre insiemea chi lotta per i propri diritti e per la dignità".
