'Ndrangheta: clan Galati di Mileto, chieste condanne per 137 anni di carcere a Milano
Dieci i vibonesi coinvolti nel processo nato dall'operazione antimafia "Quadrifoglio". Fra le richieste di pena, una pure per un politico di San Calogero imparentato con i Mancuso
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Pene per un ammontare complessivo di 137 anni e 3 mesi di carcere sono state chieste dai pm della Dda di Milano, Paolo Storari e Francesca Celle, nei confronti di 14 imputati coinvolti nell'operazione antimafia denominata “Quadrifoglio”, scattata il 27 ottobre 2014. Al centro del procedimento, che si sta celebrando con rito abbreviato, c'è il clan Galati, operante con tre rami familiari in tre paesi della provincia di Vibo Valentia ed in Lombardia. Queste le singole richieste di condanna: 17 anni e 4 mesi di reclusione per Antonio Galati, 63 anni, appartenente al ramo familiare dei Galati di Comparni di Mileto, nel Vibonese; 9 anni ed 8 mesi di carcere per Giuseppe Galati, di 36 anni, figlio di Antonio; 9 anni e 4 mesi per Pino Galati, 44 anni, nipote di Antonio e primo cugino di Giuseppe, appartenente al ramo dei Galati di San Calogero (Vv);

18 anni ed 8 mesi di reclusione per Fortunato Galati, di 37 anni, appartenente ai Galati di San Giovanni di Mileto, figlio del boss Salvatore Galati, 60 anni, che sta scontando l’ergastolo per duplice omicidio; 15 anni per Antonio Denami, di 29 anni, di San Costantino Calabro (Vv); 10 anni Saverio Sorrentino, 53 anni, di Francica (Vv), legato ad Antonio Galati; 8 anni ed 8 mesi Fortunato Bartone, 42 anni, di Mileto, residente a Giussano, cugino di Fortunato Galati; 8 anni per Luigi Addisi, 56 anni, di San Calogero, ex consigliere comunale del Pd a Rho (Mi); 4 anni Salvatore Muscatello, 81 anni, ritenuto il capo del “locale” di 'ndrangheta di Mariano Comense; 9 anni e 4 mesi Matteo Rombolà, di Seregno, 28 anni, titolare di un panificio a Mariano Comense; 8 anni e 9 mesi per l'imprenditore Luigi Vellone, di 55 anni, di Gessate, accusato di riciclaggio; 8 anni per l'imprenditore Franco Monzini, di 67 anni, di San Benedetto Po (Mn); 6 anni ed 8 mesi per Alberto Pititto, 40 anni, di Francica, commerciante d'auto operante tra Cantù e Mariano Comense, accusato di concorso esterno nella 'ndrina di Muscatello a cui avrebbe messo a disposizione autovetture intestate a terzi e, dunque, “pulite”; 3 anni e 10 mesi per Petra Stalinova, compagna di Giuseppe Galati ed accusata di ricettazione di oggetti in oro. Unica richiesta di assoluzione è quella formulata nei confronti dell'architetto Francesco Barone, 42 anni, di San Calogero e con studio nel Vibonese. Barone (difeso dall'avvocato Francesco Muzzopappa) è cognato di Pino Galati e nei suoi confronti la Dda di Milano aveva chiesto l'arresto che era stato però respinto. Contro tale decisione, l'ufficio di Procura aveva presentato appello ma anche il Tdl di Milano ha accolto le argomentazioni difensive dell'avvocato Muzzopappa, rigettando la richiesta di arresto per Barone. Oggi, quindi, lo stesso pm in sede di requisitoria ha chiesto per l'imputato l'assoluzione.
Particolari su imputati ed accuse. Associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, falso, favoreggiamento, minacce aggravate ai danni di un direttore di carcere, detenzione illegale di armi, i reati a vario titolo contestati agli imputati. Pino Galati è stato già condannato nell’operazione “Meta” a 7 anni e 6 mesi di carcere per narcotraffico internazionale insieme al gruppo del broker della cocaina Vincenzo Barbieri, ucciso nel marzo del 2011 a San Calogero. E' in attesa del verdetto della Cassazione.

Il vibonese Luigi Addisi, 56 anni, di San Calogero, all’epoca dei fatti consigliere comunale a Rho (Mi) con il Pd, secondo l'accusa il 12 agosto del 2012 è stato invece sorpreso a Limbadi a casa del boss Pantaleone Mancuso, 67 anni, detto “Vetrinetta” (deceduto in carcere nello scorso mese di ottobre), zio acquisito del politico e sottoposto alla sorveglianza speciale all'atto del controllo da parte delle forze dell'ordine. Luigi Addisi - sottolineano gli inquirenti - ha sposato una Corsaro di Limbadi, figlia di Antonia Mancuso, sorella del boss Pantaleone Mancuso. All’incontro avrebbero partecipato anche Antonino e Pantaleone Corsaro di Limbadi, fratelli della moglie del politico. Al centro della riunione, la restituzione di 300 mila euro che il presunto boss Antonio Galati di Mileto, trasferitosi nel Milanese, avrebbe dato in contanti su specifica richiesta del politico Addisi ad altro soggetto al fine di reinvestirli nell’acquisto, poi non avvenuto, di un terreno a Rho. Secondo il gip, l’incontro a Limbadi fra il boss Mancuso ed Addisi sarebbe stato richiesto dal presunto boss Antonio Galati per sanare il debito dei 300 mila euro. Galati, nonostante la parentela del politico con il boss Mancuso, in mancanza della restituzione dei soldi sarebbe stato pronto ad un’azione violenta nei confronti di Addisi “pur consapevole di dover poi dare spiegazioni a Mancuso”.

Dall’inchiesta emerge inoltre che Pino Galati, 44 anni, di San Calogero, tramite il cognato architetto Francesco Barone (per il quale è stata chiesta l'assoluzione) avrebbe contattato il boss di San Gregorio d’Ippona (Vv), Saverio Razionale, per “ottenere informazioni – ha scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare – sulla figura di un avvocato da nominare”. All’incontro con l'allora latitante Razionale avrebbe partecipato pure Michele Galati, 34 anni, di San Giovanni di Mileto, figlio del boss ergastolano Salvatore Galati, nonché fratello di Fortunato Galati, 37 anni. Fortunato Galati si trova invece già detenuto poiché condannato a 24 anni di carcere per l’omicidio di Mariano Oliveri ed il tentato omicidio di Antonio D’Angelo, fatti di sangue commessi a Nicotera il 14 settembre 1997.
Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati: Gianluca Crusco (per Denami, Sorrentino e Bartone), Michele D'Agostino, Costantino Barreca, Francesco Muzzopappa (che oltre a Barone difende pure l'imputato Pino Galati), Robert Ranieli, Eliana Zecca ed Alessandro Diddi.
