Fusti sospetti nel Vibonese, sopralluogo dell'Arpacal: sostanze bituminose sotto la lente
Questa mattina i tecnici al lavoro per effettuare ulteriori indagini sul contenuto dei bidoni rinvenuti in località Savini
Sorianello resta "sorvegliato" speciale dopo il ritrovamento di 25 fusti sospetti avvenuto nella scorsa settimana in località Savini, emersi dopo un incendio e con all'interno una sostanza bituminosa. E, questa mattina, tecnici dell'Arpacal insieme agli uomini del Nucleo ambiente della Sezione Pg carabinieri di Vibo Valentia si sono ritrovati per effettuare ulteriori analisi.
Le indagini. Proseguono, quindi, le indagini – come riporta l'edizione odierna di Gazzetta del Sud - sul contenuto dei fusti, danneggiati dalle fiamme che hanno cancellato tutte le tracce all'esterno degli stessi e che avrebbero potuto aiutare gli inquirenti a risalire alla loro provenienza. In ogni caso, si sta procedendo con tutti gli accertamenti per la caratterizzazione del materiale rinvenuto e, quindi, per accertare se il catrame possa essere stato utilizzato come vettore per il trasporto di altri rifiuti più tossici. Esclusa al momento la radioattività – sul campo i Vigili del fuoco del Nucleo Nucleare-biologico-chimico-radiologico allertati subito sul luogo -, prosegue il lavoro della Procura che ha disposto il sequestro dell'area interessata per verificare che non vi sia altro materiale. Una paura non del tutto infondata, considerato che come emerso dagli atti desecretati dal Sismi e dal Sisde il Vibonese, sia le montagne che il mare, in passato è stato usato per "seppellire" rifiuti tossici.
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