Emergenza criminalità in Calabria: vertice sulla sicurezza con Alfano. Si punta sull'Osservatorio
Nasce un osservatorio permanente che avrà il compito di raccogliere informazioni utili sul dilagante fenomeno delle intimidazioni. Si articolerà in sezioni regionali e avrà sede nelle Prefetture capoluogo
Tutto pronto a Reggio Calabria per la Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza convocata dal prefetto Claudio Sammartino con la partecipazione straordinaria del ministro dell'Interno Angelino Alfano. In riva allo Stretto sono attesi tutti i prefetti calabresi, i vertici della magistratura, procuratori della Repubblica, titolari della Direzione distrittuale antimafia di Catanzaro e Reggio, questori, comandanti regionali e provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Un vero e proprio vertice sulla sicurezza e un'opportunità per lo scambio stesso di informazioni tra magistrati ed investigatori.
Emergenza democratica. All'ordine del giorno l'emergenza criminalità che da un versante all'altro sta devastando un'intera regione. Le intimidazioni ai danni di amministratori locali, di imprenditori, di commercianti e di professionisti non si contano più. E' un'emergenza democratica che necessita di una risposta chiara e precisa da parte dello Stato. Non c'è provincia calabrese che non abbia registrato negli ultimi mesi intimidazioni di ogni genere, attentanti dinamitardi ed incendiari. I 14 bus dati alle fiamme nel deposito della ditta Federico nel cuore della Locride o la dozzina di intimidazioni perpetrati a Lamezia in meno di due settimane sono solo la punta dell'iceberg di un fenomeno che anziché arginarsi tende ad espandersi a macchia d'olio.
L'osservatorio. Pretendono risposte i calabresi e il vertice convocato dal prefetto Sammartino va verso questa direzione. Il ministro Alfano anticipa parte della soluzione rispondendo ad un'interrogazione specifica relativa proprio all'escalation di intimidazioni registrata in Calabria. “Abbiamo costituito – annuncia – un osservatorio permanente partecipato anche dai rappresentanti delle autonomie locali che ha il compito di raccogliere ogni informazione utile proprio per fornire una visione complessiva del fenomeno delle intimidazioni. Questo osservatorio sta per essere insediato ufficialmente con la partecipazione dei presidenti di Anci e Upi e si articolerà in sezioni regionali che sono costituite presso le prefetture capoluogo e sarà alimentato da un flusso di informativo relativo ai vari episodi di intimidazione registrati. L'iniziativa si prefigge di mettere in campo le misure più adeguate a sostegno degli amministratori colpiti o che siano da considerare a rischio”. (red1)
