Coronavirus, la Santelli censura le Asp e si prende pieni poteri sul bollettino
Uno schiaffo in faccia al diritto d'informazione, il primo da quando è al governo della Regione, quello sferrato ieri da Jole Santelli. La governatrice, attraverso il numero uno del Dipartimento di Tutela della Salute Antonio Belcastro, ha preso carta e penna ed intimato alle Aziende sanitarie provinciali ed ai relativi presidi ospedalieri di "stoppare" il bollettino dei contagi, dei ricoveri ed in generale delle statistiche territoriali rispetto alla diffusione della pandemia da Coronavirus. Dunque, da questo momento in avanti, l'informazione sul Covid-19 sarà tutta nelle mani della Regione. Quasi ad invocare pieni poteri sull'epidemia che con 833 contagi è ormai pienamente penetrata anche in Calabria.
Una scelta dettata evidentemente da ragioni di opportunità o forse dal tentativo di non creare il caos che tuttavia già esiste. C'è però un dato da porre sotto la lente d'ingrandimento: la Regione diffonde ogni pomeriggio intorno alle 17 un bollettino che non riflette la situazione reale dell'andamento della giornata. Pochi numeri che in tante circostanze fotografano la realtà delle 12 ore precedenti. Senza i bollettini serali e notturni delle Aziende ospedaliere e sanitarie, decisamente molto più precisi e aggiornati sui rispettivi territori, sarà molto più difficile fornire un'informazione di qualità. Insomma, proprio in questa fase così delicata, sarebbe stato il caso di tappare la bocca alle Asp che, in primissima linea, vivono il dramma del Coronavirus? Chi meglio degli ospedali può dare contezza di quello che accade?
Insomma, i "pieni poteri" sulla sanità la politica dovrebbe dimostrarli mettendo fine a una serie di aberrazioni, commissariamento in primis, correggendo il tiro su tagli e disservizi, non sui bollettini che territorialmente informano i cittadini rispetto all'andamento del Coronavirus. La Regione, tanto per essere chiari, la voce grossa dovrà imparare a farla a Roma, al Tavolo Adduce, piuttosto che censurare chi con dovizia di particolari informa quotidianamente la gente di cosa accada sul territorio.
Mai come in questa circostanza, dunque, puntuale è stato il richiamo dell'ordine del giornalisti, attraverso il presidente Giuseppe Soluri: "E’ necessario che, a questo punto - ha tuonato il presidente dell'ordine - il bollettino quotidiano della Regione Calabria sia molto più dettagliato e dia informazione completa sui dati non annacquandoli in aree geografiche provinciali ma dettagliandoli per singolo Comune. La tanto sbandierata trasparenza, di cui tutti hanno finora parlato sia a livello di Governo nazionale che di Governo regionale, deve svilupparsi- continua il presidente dell’Ordine- praticamente. I cittadini e gli organi di informazione hanno il diritto di sapere dove ci sono i casi di contagio. E’ un dato, questo, che non mette a repentaglio la privacy di nessuno perché nessuno può o deve chiedere chi siano i contagiati. Ma un cittadino, ad esempio, di Nocera Terinese o di Rosarno o di San Demetrio Corone, ha il diritto di sapere se nel suo Comune ci siano dei casi di coronavirus. Questo servirà a sviluppare ulteriormente in tutti i calabresi quel senso di responsabilità già ampiamente dimostrato in queste ultime settimane".
"L’accentramento della diffusione- ha concluso - non può e non deve servire per dare meno informazioni ai cittadini ma per darne anzi di più; ed anche per evitare casi di informazione “fatta in casa” da persone che, senza alcuna qualificazione specifica e senza osservare alcuna deontologia professionale, utilizzano il drammatico momento che sta vivendo il Paese per soddisfare narcisismi di vario tipo e per diffondere spesso fake news". (t.f.)
