"Continua l'abbandono dei cittadini montani da parte dell'Asp di Vibo Valentia che sfratta gli abitanti dei centri montani delle Serre del loro diritto alla salute. Non soltanto presso la città di Serra San Bruno non è più in servizio l'ufficio protocollo con la conseguenza che per ufficializzare la presentazione di documenti bisogna andare a Vibo Valentia, ma mancano i farmacisti all'ospedale nonostante l'Azienda ne ha 12 in organico. Per non parlare dei fisioterapisti che nelle intenzioni del management sanitario vibonese avrebbero dovuto essere 6 e invece ne sono arrivati 2, prontamente indirizzati presso il reparto di medicina nonostante nel reparto di fisioterapia ci siano lunghe liste d'attesa". Lo scrivono in una nota Nency Rachele, Cosimina Pisani e Maria Rosaria Franzè del gruppo "Serra al Centro".

E ancora: "Dopo le nostre denunce, ringraziamo, l'Asp ha provveduto a recapitare presso il nosocomio serrese un'ambulanza usata che allo stato non risulta adeguata viste le mille difficoltà dei territori da raggiungere. Con il pensionamento del cardiologo che garantiva il servizio di cardiologia è stato inviato uno specialista che non ha l'ecografo per fare l'ecocardiogramma perché si trova al distretto; anche l'endocrinologo non può fare ecografie. Noi di "Serra al centro" continuiamo a denunciare le carenze anche dei servizi più semplici perché è da questi che si potrebbe partire per migliorare e integrare le mancanze".

Queste le conclusioni: "Continueremo a vigilare affinché il diritto alla salute nell'entroterra vibonese trovi il giusto riconoscimento sul territorio così come lo ha trovato nella Carta costituzionale che lo ha elevato a diritto individuale ed interesse della collettività. Ma di tutto questo il management sanitario vibonese e il Commissario dell'Asp di Vibo Valentia, Giuseppe Giuliano, sembrano dimenticarsene quotidianamente".