Serre vibonesi in fermento: cresce il fronte dei sindaci per il ritorno sotto la Provincia di Catanzaro
Nelle Serre vibonesi il dibattito politico si fa sempre più acceso. A innescare il confronto è stato il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, che ha ufficialmente proposto il ritorno del proprio comune sotto la giurisdizione della Provincia di Catanzaro. Un’idea che, nel giro di pochi giorni, ha trovato consensi e adesioni anche nei centri vicini, aprendo una discussione che va ben oltre le questioni amministrative.
Non è una provocazione, né una semplice rivendicazione di campanile. Il progetto riflette un disagio radicato, la delusione di chi vede nella Provincia di Vibo Valentia un’occasione mancata per lo sviluppo dell’entroterra. Vent’anni dopo la sua istituzione, molti sindaci e cittadini si chiedono se quella scelta abbia davvero portato i benefici promessi.
La proposta di Barillari
Dopo anni di incontri e consultazioni con la popolazione, Barillari ha deciso di portare la questione in Consiglio comunale. «Oggi il contesto politico consente di affrontare il tema senza pregiudizi – ha dichiarato –. È giusto che i cittadini possano decidere da chi essere amministrati e in quale territorio riconoscersi».
Già nel 2018 oltre duemila residenti di Serra San Bruno avevano firmato una petizione per tornare nel Catanzarese, ma la richiesta non ebbe seguito. Oggi, con un clima politico diverso, la proposta torna sul tavolo con nuove prospettive.
Brognaturo, Simbario e Fabrizia si schierano
L’iniziativa di Serra San Bruno ha trovato subito il sostegno dei comuni vicini. La sindaca di Brognaturo, Rossana Tassone, definisce la proposta «una battaglia di civiltà». «Quando un ente non riesce più a garantire servizi e rappresentanza – afferma – bisogna avere il coraggio di cambiare. Le nostre comunità meritano rispetto e dignità». Tassone richiama anche la memoria del padre, lo storico politico Cosmo Tassone, ricordando le sue parole amare: “Peggio di così non possiamo stare. Qualsiasi segnale di vita è meglio dell’immobilismo di oggi.”
Dello stesso avviso il sindaco di Simbario, Gennaro Crispo, che evidenzia la naturale prossimità del suo territorio con l’area di Catanzaro. «I nostri cittadini lavorano, studiano e si curano nel Catanzarese. I nostri legami sociali ed economici guardano da sempre a quella direzione: è solo logico pensare a un ritorno sotto quella Provincia».
«Abbiamo il dovere di combattere per trovare soluzioni alternative atte a consentire una vita dignitosa a coloro che hanno deciso di vivere il nostro territorio», ha aggiunto il sindaco di Fabrizia, Francesco Fazio, che ha sposato la proposta del collega di Serra San Bruno
Le ragioni del malcontento
Alla base del movimento dei sindaci c’è la convinzione che l’area del Catanzarese possa offrire servizi più efficienti, infrastrutture migliori e una gestione amministrativa più vicina ai cittadini. Le strade che collegano le Serre a Vibo Valentia restano difficili e tortuose, le reti digitali sono deboli e la burocrazia rallenta ogni iniziativa. Catanzaro, al contrario, è percepita come più dinamica e meglio collegata.
Non si tratta solo di logistica o servizi: c’è anche una questione identitaria. Serra San Bruno e le Serre hanno radici storiche, culturali e sociali profondamente intrecciate con il Catanzarese, di cui per secoli hanno condiviso vicende e tradizioni.
Il nodo della continuità territoriale
Resta tuttavia un ostacolo tecnico: Serra San Bruno non confina direttamente con la Provincia di Catanzaro. Per rendere possibile un eventuale passaggio amministrativo, sarà necessario coinvolgere anche i comuni confinanti – Brognaturo, Simbario e Spadola – così da creare una “continuità territoriale”, principio imprescindibile previsto dall’ordinamento italiano.
