La serata, organizzata da Donne in Movimento e patrocinata dall’ dall’Amministrazione comunale di Maierato, è stata condotta da Fabio Mascaro

Ieri sera, a Maierato, piazza Silvaggio si è traformata in una scenografia emozionante accogliendo l'evento Traivestimenti, Moda e Solidarietà - Evento di Beneficenza per l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD). La serata, organizzata da Donne in Movimento e patrocinata dall’ dall’Amministrazione comunale di Maierato, è stata condotta da Fabio Mascaro e svolta con la collaborazione di: Hair Style Fashion Moda Prestagiacomo Patrizia, Make up Style Visagista Penna Jessica, Moda e Musica di Francecso Mercurio e Low Design. Il tutto coordinato dalla Stylist d’eccezione Marianna Bocchino. Un evento dai grandi numeri che si è rivelato un vero successo. Gli organizzatori hanno trasformato la piazza in una raffinata location che, tra la musica e il silenzio del pubblico, ha ospitato un’elegante passarella che ha visto sfilare tante ragazze tra cui la bellissima Federica, ragazza affetta da Sindrome di Down, ospite d’onore della serata.
Una sfilata ricca di emozioni ieri sera a Maierato, “un evento a scopo benefico dai risultati inattesi – dice un’organizzatrice, Erika Silvaggio - il cui successo è stato determinato ancora una volta dalla meravigliosa collaborazione tra cittadini e istituzioni, tutti i negozianti di Maierato hanno dato il loro contributo assolutamente gratuito per la buona riuscita della serata”.

“Un evento coinvolgente che con gusto e raffinatezza ha portato al centro dell’attenzione una tematica con cui ogni realtà dovrebbe confrontarsi: la disabilità”, queste le parole dell’Assessore Stefania Vallone a fine sfilata “incentivare l’integrazione sociale – continua – è uno dei nostri obiettivi prioritari”. La realtà maieratana è decisa, insomma, a percorrere le strade dell’inclusione sociale, “includere – dice il sindaco Danilo Silvaggio - vuol dire principalmente offrire l’opportunità di essere cittadini a tutti gli effetti. Ciò non significa negare la presenza di disabilità che devono essere trattate in maniera appropriata, vuol dire piuttosto spostare l’attenzione dalla persona al contesto, per individuarne gli ostacoli e operare per la loro rimozione” e -  continua - “sono soddisfatto della riuscita di questa serata, sono soddisfatto e commosso perché eventi come questo danno la possibilità di fare capire, a partire da piccoli gesti, come la disabilità sia, in gran parte, una costruzione sociale… Danno la possibilità di dare dei validi input su come rapportarsi con le persone che vivono dei disagi e sull’importanza dell’eliminazione della paura all’interno di una società che, consapevolmente o inconsapevolmente, rigetta la “diversità”. A questo punto c’è da chiedersi: è un disagio, una malformazione a fare di una persona un diversamente abile o è la società a farlo sentire tale? Bisogna agire in tal senso e attuare interventi che mirino a integrare e non ad alienare…”.