'Ndrangheta, nel cuore del Vibonese la rete della cosca tra alleanze e tensioni con i Mancuso (NOMI)
Le inchieste descrivono un sistema criminale radicato nel territorio, tra controllo economico locale e rapporti mutevoli con le consorterie più influenti

Nel cuore del Monte Poro, tra i centri di Zungri, Spilinga, Rombiolo e Drapia, le indagini e gli atti giudiziari avrebbero ricostruito la presenza della cosca Accorinti-Fiammingo, indicata come una delle articolazioni criminali attive nel Vibonese.
Le attività del gruppo sono state approfondite nell’ambito dell’operazione “Costa Pulita”, che ha contribuito a delinearne struttura, assetti interni e rapporti con le principali consorterie della zona. In particolare, gli investigatori avrebbero evidenziato un legame di subordinazione e collaborazione con la cosca Mancuso di Limbadi.
Secondo le ricostruzioni investigative e le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, il gruppo avrebbe mantenuto nel tempo una presenza stabile nel territorio, inserendosi in un contesto criminale caratterizzato da equilibri complessi e da rapporti non sempre lineari con le altre ‘ndrine locali.
Le indagini avrebbero inoltre descritto un sistema di attività illecite legato a estorsioni, usura e traffico di stupefacenti, con una capacità di controllo del territorio che si sarebbe sviluppata in modo radicato nei comuni del Monte Poro.
Un ulteriore elemento di ricostruzione emerge dall’operazione Rinascita-Scott, nel corso della quale viene richiamata la figura di Giuseppe Antonino Accorinti come vertice della locale di Zungri e il ruolo del gruppo all’interno delle dinamiche della criminalità organizzata vibonese.
Nel complesso, gli atti giudiziari descrivono una realtà criminale caratterizzata da continuità territoriale e da rapporti mutevoli tra alleanze e contrapposizioni, che avrebbero segnato nel tempo gli equilibri dell’area vibonese.
