Difficile ricomporre il partito dopo le spaccature dei mesi scorsi. Gli avversari di Bruno Censore in azione per ostacolare il deputato serrese. 

Meno di sessanta giorni al congresso provinciale del Partito democratico. Individuata la data dell’assemblea che si terrà il prossimo 24 giugno, l’attenzione si focalizza sulle proposte. Un’opzione è stata posta da mesi all’attenzione degli iscritti. Il deputato Bruno Censore ed i suoi uomini di riferimento sul territorio hanno deciso di puntare su Vincenzo Insardà. L’investitura risale ormai allo scorso autunno e difficilmente il parlamentare serrese farà passi indietro. L’opzione Gaetano Pacienza, che qualcuno avrebbe voluto proiettare sul provinciale per avvicinare i dissidenti, dovrebbe rimanere limitata al coordinamento cittadino.

Piuttosto è dall’altra parte dello schieramento che bisogna guardare per individuare le possibili mosse delle minoranze. L’ultima convention organizzata da Antonio Lo Schiavo, espressione dell’ala riformista che fa riferimento a Roberto Speranza, ha visto, nelle primissime file, insieme a Francesco De Nisi e Gianluca Callipo, pure tanti renziani, oltre che lo stesso Insardà. Nei giorni successivi non è mancato il tentativo pubblico della nomenclatura locale democrat di riportare l’ex candidato a sindaco dalle parti di via Argentaria. Qualcuno ha individuato addirittura,a tempo abbondantemente scaduto,  l’importanza di ricominciare "dal progetto di Lo Schiavo". E in attesa che si definiscano gli equilibri, osservano il fluire degli eventi pure Pietro Giamborino e Domenico Romano Carratelli. Entrambi non proprio disinteressati a costruire un’alternativa che sia competitiva e non di rappresentanza.