Mileto, dimissioni Cocciolo, la minoranza infierisce sull'Amministrazione
Gli esponenti dell'opposizione evidenziano il progressivo sfaldarsi della maggioranza che fa capo al sindaco Domenico Antonio Crupi.
"Il progetto della lista di riferimento dell'attuale primo cittadino Domenico Antonio Crupi, non solo non è decollato ma è clamorosamente fallito". Il gruppo di minoranza al Comune di Mileto, commenta così le dimissioni del consigliere comunale Fortunato Cocciolo. A chiarirlo, in un documento, sono i consiglieri della "Locomotiva".
"Ad appena un anno e mezzo dalle elezioni - attaccano Giordano e soci - si sono verificati già tre cambi nelle fila dei consiglieri di maggioranza; due per le note vicende della loro incandidabilità, che già di per sé avrebbero dovuto portare il sindaco e i componenti della maggioranza a prendere le dovute conclusioni; e altra quella attuale.
Un atto quasi annunciato e che forse ha radici "in tempi lontani visto che Cocciolo Cocciolo non partecipa più ai Consigli comunali da tempo e, si ritiene, che ciò vada inserito in una sua forte dissociazione riguardo alla mancanza di un’ azione amministrativa efficace e di un valido progetto politico-amministrativo, che si scioglie come neve al sole non essendo fondato su basi forti e radicate!.
Si rileva, altresì, che da molto tempo , oramai, "nel Consiglio comunale l’assenza dell’altra consigliera , Sara Bartone, che, subentrata ad uno dei due esclusi per incandidabilità, ha presenziato solo in qualche occasione e che ha sempre mancato di far pervenire , data la sua lontananza, un minimo atto di solidarietà all’ attuale maggioranza. Anzi il suo comportamento depone per un’altra dissociazione di fatto dalla maggioranza.
Tant’è che la stessa maggioranza, raccogliticcia, pur di continuare a vivere, essendo rimasti in sei , di cui quattro assessori , il Presidente del Consiglio e un solo consigliere senza cariche ma già assessore, oltre naturalmente al sindaco, ha ben pensato di operare una modifica del Regolamento del Consiglio comunale, che riducesse il numero di presenze per determinare il numero legale delle sedute, guarda caso stabilendolo in sei più il sindaco.
Uno stratagemma, a nostro modo di vedere, che consente loro di vivacchiare, ma che allo stesso tempo, dati i nefasti risultati amministrativi, continua a perpetrare danni all’intera collettività, che avrebbe necessità di azioni incisive.
Posto ciò , sarebbe certamente più giusto che il sindaco e la maggioranza, prendano le dovute decisioni, favorendo l’intercambio, tramite nuove elezioni che potrebbero essere tenute nella prossima primavera".
