Circa 2100 persone hanno chiesto di essere ascoltate dai volontari e operatori della Caritas Diocesana di Lamezia Terme nel corso del 2016 e quasi novecento "nuovi poveri" hanno bussato per la prima volta alla porta della Caritas lametina. Oltre 300 persone, in netta prevalenza donne, si sono rivolte al Centro di ascolto della Caritas in Piazza Salvo D'Acquisto. Di queste, la metà ha usufruito per la prima volta dei servizi di aiuto diocesani e tra questi oltre i 2/3 sono cittadini italiani. Mancano i soldi e il lavoro alla maggior parte degli utenti del Centro di Ascolto della Caritas di Lamezia: oltre il 30% si è rivolto all'organismo diocesano per situazioni di povertà estrema, problemi economici, mancanza o perdita di lavoro e difficoltà a trovare una nuova occupazione; oltre il 40% cerca beni e servizi materiali; quasi il 30% richiede sussidi economici.

Questi alcuni dei dati del Rapporto della Caritas Diocesana di Lamezia Terme 2016 presentati questa mattina in conferenza stampa dal direttore Padre Valerio Di Trapani.

Per quanto riguarda la mensa della Caritas, che ha sede nei locali della Chiesa della Pietà, nel corso del 2016 sono stati erogati oltre 26mila pasti, con una media che nei mesi invernali raggiunge e supera gli 80 pasti al giorno.

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Per quanto riguarda il Centro Interculturale Insieme, che si occupa in particolare di persone immigrate residenti a Lamezia, nel 2016 si sono rivolte quasi 1500 persone di cui quasi 500 per la prima volta. Di queste oltre un quarto sono di nazionalità marocchina, a seguire ucraini, italiani di etnia rom, senegalesi, somali e rumeni. Le persone immigrate si rivolgono al Centro nella grande maggioranza dei casi, circa 1/3 degli utenti, per problemi relativi al disbrigo delle pratiche per permessi di soggiorno e residenza. In secondo luogo per problemi economici e legati al lavoro e per l'istruzione. Tra gli interventi messi in atto nell'ultimo anno al Centro Insieme, si segnalano: oltre quaranta iscrizioni al test d'italiano, necessario per il rilascio dei permessi di soggiorno di lungo periodo; oltre settanta kit forniti a quanti ne hanno fatto richiesta per il rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno; quattro corsi di alfabetizzazione della lingua italiana "one to one"; un' attività di dopo scuola; quasi venti curriculum vitae di persone immigrate compilati e inviati ai diversi annunci di offerte di lavoro sul web.

Al centro di accoglienza per senza dimora "Le querce di Mamre" a S. Eufemia, si sono rivolte, per la prima volta nel 2016, 256 persone di 38 nazionalità diverse, tra i quali oltre il 60% provenienti dall'Iraq e dal Marocco. Seguono utenti provenienti dalla Somalia, dal Mali, dalla Nigeria e dall'Italia. La maggior parte delle persone che bussano alla porta del centro di Via Minerva, non hanno un tetto per dormire o presentano difficoltà legate alla condizione di immigrati. Tra gli interventi maggiormente messi in atto, attività di ascolto, prima accoglienza, disbrigo di pratiche burocratiche, doccia e mensa.