Libertà di scelta, anche di farla finita, di fronte al fine pena mai, di fronte ad una vita "che non è più vita, vita relazionale". Don Ettore Cannavero, sacerdote sardo, capisce e appoggia la decisione di "Mario", il primo caso in Italia di suicidio assistito: "Io - osserva il sacerdote - sto cambiando la parola perché psicologicamente la parola suicidio colpisce in modo negativo. Preferisco chiamarlo fine vita. E penso che, in determinate condizioni, secondo lo stato della malattia, si possa decidere liberamente sulla propria vita".