Piscina comunale di Vibo, il Pd: «Emerge un quadro sconcertante»
«Qualche settimana fa il tecnico incaricato dal Comune di Vibo Valentia ha depositato il progetto di fattibilità per la riqualificazione funzionale della piscina comunale di Vibo città. Ebbene il quadro che emerge è sconcertante. Allo stato non vi è un solo impianto o locale che è nelle condizioni previste dalla legge o quanto meno funzionante. I Lavori ordinari di manutenzione che dovevano essere fatti negli anni non sono stati realizzati e questo ha ridotto la piscina comunale in queste condizioni.
Oggi non è il tempo delle responsabilità, che l’amministrazione Limardo di certo dovrà individuare, ma è il momento delle soluzioni». (CONTINUA IN BASSO)
È quanto sostenuto dal capogruppo del Partito democratico a Palazzo Luigi Razza, che già in passato aveva denunciato le condizioni della struttura in località Maiata. «Dal progetto emerge tra l’altro che l’area esterna versa in condizioni di totale degrado che avvolge anche l’impianto solare termico realizzato appunto nell’area esterna; che l’ascensore non è mai entrato in funzione in quanto “è mancato di collaudo e non è stato mai registrato nell’utilizzo”; che gli elementi edilizi del fabbricato necessitano di un intervento di recupero e risanamento; che a seguito del rifacimento del tetto con sostituzione delle tegole canadesi con onduline coibentate non è stata installata la scossalina di copertura a protezione della testata delle travi di legno lamellare poste alle due estremità (le due grosse travi di legno che si vedono anche dall’esterno della piscina) del tetto che pertanto si stanno rovinando in quanto sprovviste di protezione ai vari agenti termici», ha dichiarato.
Sempre dallo studio del tecnico incaricato emerge che l’impianto elettrico «versa in condizioni critiche e non è stato mai verificato periodicamente e straordinariamente», cosi come anche l’impianto termico che «si trova in pessimo stato di manutenzione con una delle due caldaie che è stata dismessa perché fortemente danneggiata». Concludendo con gli impianti di ventilazione ed alimentazione delle acque di reintegro «che evidenziano criticità in più punti e necessitano anch’esso di un importante intervento».
«Nonostante da tempo stiamo cercando di tenere alta l’attenzione sulla situazione della piscina comunale di Vibo Valentia città ad oggi l’amministrazione Limardo non è giunta ad una soluzione valida ed utile alla riapertura. - ha insistito Soriano -Dal progetto di fattibilità emerge che l’importo dei lavori per ripristinare la piscina comunale è pari ad 1 milione e 100mila euro, molti di più rispetto a quello che il consiglio comunale ha deliberato il 12 agosto 2022 attraverso una variazione al Piano delle Opere Pubbliche con la quale veniva destinato a tale scopo una parte del contributo (1 milione di euro) di cui all'art.1 comma 558 della Legge 27 dicembre 2019 n.160 originariamente destinato per intero alla realizzazione della Cittadella dello Sport di Vibo Marina». (CONTINUA IN BASSO)

«Ed allora viene da chiederci come si è fatto a giungere a questo punto? Come può essersi cosi deteriorata una struttura realizzata negli anni 2000? Queste sono domande che continueremo a porre all’Amministrazione fino a quando non troveranno una risposta. - ha asserito il capogruppo del Pd - Ma oggi il problema principale è di certo il reperimento in tempi brevissimi dei fondi necessari al ripristino della funzionalità di quella che è una struttura di eccellenza per tutta la Calabria nonché una struttura che accoglieva più di mille utenti, alcuni dei quali con disabilità, che trovavano giovamento nelle ore giornaliere che trascorrevano nelle acque della piscina».
Pertanto il Partito democratico chiederà al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, al Ministro dello Sport, Andrea Abodi, ed a tutti quelli che possono intervenire «di farlo perché lo sport è cultura ed i ragazzi se hanno strutture adeguate e possono dedicarsi allo sport già in giovane età magari non andranno per strada a delinquere».
«In Calabria, si sa, ci piace fare proclami e poi magari dare milioni di euro per sagre e quant’altro al solo fine clientelare o magari spendere diversi milioni di euro per una pista di pattinaggio a Milano o per uno spot di promozione della regione che nessuno ha mai visto, piuttosto che utilizzare i fondi per recuperare strutture che avrebbero sicuramente un impatto sociale importante per molti giovani calabresi. Serve agire subito, cosi come affermava il sindaco Maria Limardo in campagna elettorale, ed a poco più di un anno dalle prossime elezioni comunali aspettiamo ancora i fatti», ha concluso Stefano Soriano.
