Il futuro calcistico del club giallorosso al centro della campagna elettorale. Il sindaco cerca nuove cordate ma per il centrosinistra si tratta di un'opera di strumentalizzazione

Il Catanzaro rischia seriamente di non iscriversi al campionato di Lega Pro. I guai della famiglia Cosentino mettono infatti a repentaglio il futuro del club giallorosso. Si rincorrono le voci di una presunta cordata di imprenditori pronta a rilevare la società dalle mani del presidente Giuseppe Cosentino, finito agli arresti domiciliari con la figlia Ambra nell'ambito dell'inchiesta "Money Gate".

Sergio AbramoGli sponsor di Abramo. A rendersi promotore di questo passaggio di consegne sarebbe proprio il sindaco Sergio Abramo. Tra gli imprenditori disponibili a mettere mano al portafoglio per evitare che le Aquile finiscano tra i dilettanti c'è anche Claudio Parente, l'ex consigliere regionale ma anche ex dirigente del Catanzaro. Un nome da "censurare" per il centrosinistra che interviene nel dibattito portando la vicenda al centro della campagna elettorale. "Assistiamo con incredulità e profondo scoramento alla sistematica strumentalizzazione che Abramo e i suoi sponsor politici portano avanti sulla pelle del Catanzaro calcio. Le ultime sortite riportate dai mezzi di informazione ci raccontano del presunto interessamento alla società da parte di un gruppo di imprenditori in cui compare anche Claudio Parente, oggi a capo del movimento politico di centrodestra 'Officine del Sud' e nel recente passato alla guida della compagine calcistica giallorossa. Ebbene, ci sentiamo di censurare con forza e sdegno questo interessamento a fasi alterne al destino del Catanzaro, motivato solo ed esclusivamente da personali e di parte interessi elettorali". E' quanto sostiene in un documento la coalizione del centrosinistra che appoggia Enzo Ciconte per la carica di sindaco del capoluogo .

Ciconte

La censura di Ciconte. "I colori giallorossi - scrive la coalizione - appartengono ai catanzaresi, a una comunità tutta che da sempre riconosce alla squadra un valore identitario e un bene collettivo, ecco perche' nel corso della campagna elettorale ci siamo sempre approcciati all'argomento Catanzaro calcio con la giusta delicatezza e con un piglio istituzionale, consapevoli del fatto che - non appena ci insedieremo a palazzo De Nobili - e quindi nel pieno delle nostre funzioni, eserciteremo tutte le azioni possibili per tutelare e supportare la squadra. Ce ne faremo carico con serietà e dedizione, e rifuggiamo dagli spot estemporanei, dalle promesse dai piedi d'argilla che in maniera irresponsabile in queste ore vengono invece elargite da Abramo. Il quale - spiega ancora il centrosinistra - fra l'altro si guarda bene dal ricordare che lo stesso Parente che oggi vorrebbe comprare di nuovo il Catanzaro è lo stesso che nelle aule di tribunale ha un giudizio pendente per bancarotta conseguente al fallimento dell'Us Catanzaro 1929, di cui era presidente. Di cattivi maestri questa città non ha proprio bisogno e per rispetto dell'intelligenza dei catanzaresi, ci vengano risparmiati da qui al 25 giugno pietose strumentalizzazioni della nostra squadra calcistica".