L'operazione dei carabinieri scattata all'alba
L'operazione dei carabinieri scattata all'alba

Diciassette misure cautelari sono state eseguite questa mattina dai Carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione denominata “Car-Cash”, che ha consentito di smantellare un’organizzazione criminale attiva nel traffico di auto rubate, nella ricettazione di pezzi di ricambio e nei cosiddetti “cavalli di ritorno”. L’indagine ha individuato il quartier generale del gruppo nel quartiere di Arghillà.

L’ordinanza, emessa dal GIP del Tribunale di Reggio Calabria il 7 gennaio scorso su richiesta della Procura, ha disposto la custodia cautelare in carcere per sette indagati e gli arresti domiciliari per altri dieci. I reati contestati, a vario titolo, sono furto aggravato, ricettazione, estorsione aggravata, detenzione e porto abusivo di armi.

L’operazione è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria, con il supporto del 14° Battaglione Carabinieri Calabria di Vibo Valentia e della Stazione di Senago (Milano), sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica.

L’attività investigativa, avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025, ha permesso di ricostruire un collaudato schema criminale. Secondo quanto emerge dall’ordinanza, gli indagati individuavano veicoli di interesse nelle vie cittadine, li sottraevano e li trasferivano rapidamente ad Arghillà, dove venivano smontati in poche ore attraverso una vera e propria attività di “cannibalizzazione” professionale.

In almeno due episodi, documentati anche attraverso sistemi di videosorveglianza, i Carabinieri hanno accertato casi di “cavallo di ritorno”: i proprietari delle auto rubate sarebbero stati costretti a pagare una somma di denaro per ottenere la restituzione del veicolo. L’indagine ha inoltre evidenziato come gli indagati adottassero sistematiche contromisure per eludere i controlli delle forze dell’ordine, scambiandosi informazioni sulla presenza di pattuglie e sui movimenti della polizia nel quartiere.

Particolarmente rilevante, secondo il GIP, la frequenza dei reati: le attività illecite sarebbero state portate avanti quasi quotidianamente, senza interruzioni, anche durante le festività natalizie e in qualsiasi fascia oraria. Alcuni furti hanno riguardato veicoli parcheggiati nei pressi di strutture ospedaliere, mentre in un caso la vittima è stata una troupe televisiva impegnata nella realizzazione di un servizio giornalistico proprio ad Arghillà.

Nel corso dei riscontri, i militari hanno rinvenuto numerose auto rubate, ingenti quantitativi di parti di ricambio e diverse armi, tutte poste sotto sequestro. L’ordinanza sottolinea anche il grave impatto ambientale derivante dall’abbandono delle carcasse dei veicoli smontati, che avrebbe contribuito alla creazione di una vera e propria discarica a cielo aperto in un’area ad alta densità abitativa.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, il quadro indiziario resta suscettibile di ulteriori valutazioni nelle successive fasi del giudizio.