'Ndrangheta nel Vibonese: il pentito svela gli affari della cosca (NOMI)
Durante il processo “Maestrale” a Vibo Valentia, il collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso ha fornito dettagli su alcune compravendite di terreni legate al clan Mancuso. Mancuso ha riferito che Salvatore Ascone, noto come “U Pinnularu”, aveva acquisito un terreno senza avvisare la famiglia Mancuso, motivo per cui è stato richiamato. Né Ascone e né lo zio di Mancuso erano realmente interessati al terreno, quindi è stato trovato un accordo economico: Ascone ha pagato una somma di 10mila euro, di cui 8mila sono andati allo zio Diego e 2mila sono rimasti ad Ascone. Mancuso ha raccontato che si è trattenuto 500 euro per pagare delle multe personali.
Mancuso ha anche ricordato un episodio in cui Ascone utilizzava terreni per nascondere armi e grandi quantità di droga. Ascone aveva preso possesso di un terreno del valore di circa 180-200 mila euro, utilizzandolo per le sue attività illecite, come scavare buche per nascondere cocaina e armi. Mancuso ha descritto come il figlio di Ascone fosse coinvolto in queste attività, usando una trivella per scavare i nascondigli.
Infine, Mancuso ha spiegato che Ascone, come tutti coloro che usavano il nome Mancuso per operare, doveva pagare una quota alla famiglia per l’acquisto del terreno, seguendo una regola valida per tutti i membri della cosca.
