Gli architetti Maria Lia Ciconte e Santo F. Prestanicola, iscritti all’Ordine degli Architetti della provincia di Vibo Valentia, «preso atto che negli articoli giornalistici, pubblicati di recente, in relazione al premio “Inarch 2023”, assegnato all’architetto Francesco Schiavello quale autore esclusivo del “Progetto Museo del Terremoto” di Soriano Calabro, denunciano che sussiste un’oggettiva difformità dell’informazione diffusa rispetto al vero».

Il “Progetto di Riqualificazione dell’Area Ipogeica Complesso Monumentale Antico Convento di San Domenico", noto volgarmente come “Progetto del Museo del Terremoto” di Soriano Calabro, è stato redatto da: architetto Maria Lia Ciconte (coordinatrice), architetto Santo F. Prestanicola, architetto Francesco Schiavello.

«La documentazione allegata ne fa piena fede a tutti gli effetti. L’architetto Schiavello, proponendosi arbitrariamente (nel senso che nessuna autorizzazione gli è stata rilasciata dagli scriventi) quale autore esclusivo del Progetto, ha messo in atto un raggiro nei confronti degli organizzatori del medesimo premio e una condotta di usurpazione di proprietà intellettuale nei confronti di noi ignari colleghi. Costui non è nuovo a questi comportamenti “disinvolti”. Con le stesse modalità truffaldine si è fatto assegnare il “Premio Regula 2018”, vantando sempre la titolarità del Progetto Museo del Terremoto, e rimbalzando, anche all’epoca, agli onori della cronaca», hanno asserito.

«L’architetto Schiavello, per giustificare il suo discutibile operato, ha reso noto che il premio "afferisce al progetto commissionatomi nel 2020 dall’amministrazione di Vincenzo Bartone" (testuale). Ma quello era una cosa diversa: non era il “Progetto del Museo del Terremoto”, come rubricato ripetutamente nelle menzioni, ma un mero allestimento di pannelli illustrativi nei locali del Museo, che nulla ha a che fare con il titolo del premio “Interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio”, né con la qualità di "un progetto di architettura che diventa forma del programma espositivo nella modellazione fluida del controsoffitto", perché il controsoffitto è, per definizione, parte integrante e indefettibile del Progetto e non dell’allestimento datato 2020, infatti è stato previsto nella sua originaria funzione già nel 2013 (come da determina di incarico allegata) per restituire l’immagine visiva delle onde telluriche, segno distintivo dell’idea presidio del Progetto. Parafrasando gli empiriocriticisti , parrucchiera e neurochirurgo operano entrambi sulla testa, ma non svolgono la medesima funzione», hanno concluso.