Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia segnala il perdurare dei tentativi di truffa, in particolare ai danni delle persone anziane, evidenziando come le modalità esecutive stiano evolvendo. «Negli ultimi giorni – spiegano i militari – si sta riscontrando come, accanto alle già note telefonate fraudolente, una nuova frontiera del raggiro sia rappresentata dai messaggi di testo, attraverso i quali gli autori cercano di instaurare un primo contatto facendo leva su presunte situazioni di urgenza o emergenza riferibili a familiari».

Tra i messaggi segnalati vi sono comunicazioni del tipo: “Papà, ho rotto il telefono e questo è il mio nuovo numero, scrivimi subito” oppure “Papà, ho un problema urgente, non posso parlare, rispondimi qui”. Altri messaggi, invece, richiamano presunti addebiti bancari sospetti, pratiche bloccate o comunicazioni urgenti da parte di enti o uffici, invitando il destinatario a richiamare ai numeri indicati nel testo. «Si tratta di messaggi artificiosamente costruiti – sottolineano i Carabinieri – per creare allarme e coinvolgimento emotivo, inducendo la vittima ad abbassare la soglia di attenzione e infine a fornire informazioni personali o a aderire a richieste di denaro».

Proprio in relazione a questa tipologia di tentativi, diverse persone anziane, adeguatamente sensibilizzate, hanno scelto di non interagire con i mittenti e di rivolgersi immediatamente alle Stazioni dei Carabinieri, segno della efficacia delle attività di prevenzione e informazione promosse dall’Arma. Attraverso incontri e seminari dedicati, i Carabinieri mirano a incrementare il livello di consapevolezza delle fasce più deboli della popolazione sul proprio livello di esposizione al rischio.

I militari rinnovano l’invito a diffidare da messaggi che facciano leva su urgenze improvvise o situazioni familiari allarmanti, a non rispondere e non richiamare i numeri indicati, a non fornire dati personali, bancari o codici, e a rivolgersi a una Stazione dei Carabinieri o chiamare il 112 per ogni segnalazione. La prevenzione e l’informazione restano strumenti fondamentali per contrastare un fenomeno che colpisce soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione.