Il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva confermato il provvedimento di custodia cautelare in carcere, nell'ambito dell'indagine Olimpo, confermando la gravità indiziaria per il reato associativo mafioso ed una serie di estorsioni perpetrate nel territorio di Tropea nei confronti di Francesco La Rosa, ritenuto il reggente dell’omonima cosca unitamente al fratello Antonio, del quale è considerato il braccio destro, e che nei giorni scorsi aveva ottenuto analogo provvedimento di annullamento.

Accolto dunque il ricorso proposto dai difensori Avvocati Leopoldo Marchese e Giuseppe Di Renzo, ai quali si è aggiunto in occasione della discussione avanti la Suprema Corte l’Avv. Francesco Lojacono, i quali hanno sollevato una serie di censure nei confronti del provvedimento gravato sia in punto di gravità indiziaria, sia sotto il profilo della violazione del diritto di difesa per inosservanza dei termini relativi alla fissazione dell’udienza di Riesame, questioni che dovranno dunque essere tutte riesaminate dal Tribunale di Catanzaro. Il provvedimento di annullamento è stato disposto su conforme richiesta del Procuratore Generale.