Scacco alla cosca Barilari- Foschini, 12 condanne. Regge l'inchiesta della Dda di Catanzaro "Hermes"
Si chiude il primo capitolo giudiziario per 17 imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nel blitz antimafia "Hermes" contro la cosca Barilari-Foschini, scattata all'alba del 28 giugno 2018, con 12 condanne e 5 assoluzioni sentenziate dal gup del Tribunale di Catanzaro, Paola Ciriaco.
Le condanne e le richieste di pena. Annibale Barilari 10 anni e 10 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 14 anni), dichiarandolo in stato di interdizione perpetua dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva e applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni.
Remus Alin Bragaru, 5 anni e 2 mesi di reclusione e 6mila euro di multa, (il pm aveva invocato 8 anni e mille euro di multa), dichiarandolo in stato di interdizione perpetua dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva.
Antonio Foschini, 12 anni e 4 mesi di reclusione, (il pm 16 anni e 8 mesi di reclusione), dichiarandolo in stato di interdizione perpetua dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva e applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni.
Domenico Foschini 6 anni e 4 mesi di reclusione (il pm aveva chiesto 2 anni, 2 mesi e mille euro di multa), dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni.
Vittorio Foschini, 8 anni e 4 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi di reclusione) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni.
Gheorghe Geanca, 5 anni e 2 mesi di reclusione e 6mila euro di multa, (il pm aveva chiesto 8 anni e mille euro di multa) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva.
Francesco Liguori, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni.
Antonio Maiolo, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (12 anni e 8 mesi) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva.
Salvatore Murano, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 13 anni e 8 mesi) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni
Andrea Villirillo, 8 anni e 10 mesi di reclusione, (il pm aveva chiesto 10 anni) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni
Romolo Villirillo,2 anni e 1.800 euro di multa, (il pm 2 anni e 500 euro di multa)
Massimo Zurlo, 8 anni e 8 mesi di reclusione, (il pm 13 anni e 8 mesi) dichiarandolo in stato di interdizione legale dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale durante l'esecuzione della pena detentiva, applicando nei suoi confronti la misura di sicurezza della libertà vigilata per la durata di due anni
Le assoluzioni. Il gup distrettuale ha assolto Angela Barilari (il pm ha invocato 8 anni); Eugenio Carcea (il pm 6 anni e 8 mesi di reclusione); Antonio Falvo inteso "Malandrino", (il pm 7 anni e 2 mesi) Davide Lazzari inteso "Zola", (il pm 7 anni di reclusione) e Andrea Rizza (il pm 13 anni e 8 mesi).
Le ipotesi di accusa. Gli imputati, attraverso i loro legali, si sono dovuti difendere a vario titolo dalle accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, concorso esterno, tentato omicidio, detenzione di armi e droga, estorsioni tentate e consumate ai danni di commercianti, imprenditori crotonesi, rapine e danneggiamenti. Per la Dda di Catanzaro ai vertici della concorteria, ci sarebbe Gaetano Barilari, che avrebbe anche mantenuto i rapporti con gli esponenti di vertice del clan Megna di Papanice, i Farao -Marincola di Cirò e gli Arena di Iola Capo Rizzuto.
Il collegio difensivo. Nel nutrito collegio difensivo, compaiono tra gli altri, i nomi dei legali Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Romualdo Truncè, Paolo Carnuccio, Fabrizio Salviati. (f.p.)
