Chiesa, nel 2021 annullati in Calabria 136 matrimoni
Sono 136 i matrimoni religiosi annullati in Calabria nel 2021. Il dato è emerso nel corso dell'apertura dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro (Teic) e del Tribunale ecclesiastico interdiocesano calabro d’appello (Teica). I lavori si sono svolti nell'aula magna Vittorio Mondello del Seminario arcivescovile Pio XI di Reggio Calabria e sono stati presieduti dai due moderatori, monsignor Fortunato Morrone (Teic) e monsignor Claudio Maniago (Teica) con le relazioni dei corrispettivi vicari giudiziali, monsignor Vincenzo Varone e monsignor Erasmo Napolitano. Si tratta della prima inaugurazione presieduta dai due arcivescovi che recentemente sono stati nominati da papa Francesco alla guida della Chiesa di Reggio – Bova e di Catanzaro – Squillace. Ha tenuto la prolusione monsignor Alejandro Arellano Cedillo, decano del Tribunale della Rota Romana.
136 matrimoni annullati
Alla cerimonia erano presenti i vescovi della Conferenza episcopale calabra (Cec), radunata in riva allo Stretto per la sessione invernale, accanto alle massime autorità civili e militari del territorio. Nel 2021 sono state introdotte meno cause rispetto all'anno precedente e si è registrata un’ulteriore accelerazione rispetto a quelle portate a conclusione. In generale su 139 cause decise è stata dichiarata la nullità di 136 matrimoni ed è stata constatata la validità di 3 matrimoni. L'annullamento rimane quindi, spesso, una possibilità per le coppie che non vogliono ricorrere al divorzio (per motivi religiosi ma non solo).
I libelli introduttivi sono calati. Questa, secondo gli esperti del Teic, non è però una buona notizia: evidenzia, infatti, il sopravvenire sempre più crescente della cultura anti famiglia-matrimonio. Il lavoro dei giudici - è stato detto - è stato molto proficuo con un aumento delle cause portate alla decisione (39). In calo anche i processi Brevior.
I motivi dell'annullamento
Rispetto ai motivi che portano alla nullità di matrimonio, per il 58,17% dei casi si tratta di "grave difetto di discrezione di giudizio". Si tratta di una conferma: in Calabria, la discrezionalità è spesso offuscata dall'assenza di un "impegno vero e responsabile dell’essere coinvolto in una relazione coniugale". Ma perché questo avviene? Dall'analisi dei casi esaminati dai giudici del Teic si passa da "anomalie psichiche a problematiche che interessano lo sviluppo normale del soggetto in ambito sia familiare che sociale". Tra gli altri capi di nullità maggiormente frequenti vi sono l'"esclusione della prole" (21 casi) e "esclusione dell'indissolubilità del matrimonio" (16 casi).
