Effettuare una donazione in memoria è un buon modo per omaggiare il ricordo di una persona che non c’è più. È importante, però, associare alla donazione un messaggio adeguato: la scelta del contenuto è alquanto delicata e varia anche in base alla sensibilità del singolo. Per scrivere, per esempio, una lettera donazione a Medici Senza Frontiere in memoria di un defunto va più che bene un messaggio di cordoglio tradizionale. D’altro canto, nel caso in cui si sia legati alla famiglia da una certa intimità, non è da escludere la possibilità di condividere un fatto significativo dell’esistenza del defunto o un ricordo personale che lo riguarda.

Che cosa scrivere nel messaggio


Una valida soluzione alternativa può essere quella di fare riferimento a un classico della letteratura, così da poter attingere una citazione, da selezionare con cura, attraverso la quale commemorare chi non c’è più. Nel caso di una famiglia religiosa si può pensare di ricorrere a una frase del Papa o a un passo del Vangelo.

Le modalità di comunicazione


Per quel che riguarda le modalità di comunicazione, vale la pena di prendere in considerazione le cartoline digitali, che costituiscono un’idea informale e al tempo stesso moderna attraverso la quale si può far sapere ai familiari del defunto che è stata effettuata a suo nome una donazione. Si può decidere di spedire la cartolina all’indirizzo di posta elettronica di un familiare, oppure stamparla e poi consegnarla a mano. E perché non pensare a una lettera commemorativa? In questa ipotesi si ha l’occasione di personalizzare il messaggio che dovrà essere recapitato ai familiari della persona che non c’è più. La tipologia di comunicazione per cui si opta non è un aspetto di secondaria importanza: la forma è il contenuto.

Donazione in memoria: come si procede


Non è per niente difficile effettuare una donazione in memoria: il primo passo consiste nel selezionare la causa sociale o la onlus a cui la donazione deve essere destinata. Spesso si fa riferimento a una causa che era cara al defunto, ma si può anche pensare a un’associazione in cui il defunto si impegnava in attività di volontariato. Tante sono le alternative tra cui scegliere per onorare la memoria di chi non c’è più. Attenzione, però, a non confondere una donazione in memoria con un lascito testamentario.

I lasciti testamentari e le donazioni in memoria


Nel caso di una donazione in memoria, infatti, non c’è bisogno di seguire alcuna specifica formalità, e non serve neppure consultare un notaio. Insomma, è un gesto per molti versi spontaneo, magari da effettuare in previsione del giorno in cui ricorre l’anniversario della morte, oppure in vista del 2 novembre, data in cui si commemorano tutti i defunti. Per quel che riguarda il lascito testamentario, d’altro canto, è una decisione che viene presa in vita direttamente dalla persona che ha in mente di versare a un ente non profit una quota del proprio patrimonio. Per altro, per il lascito testamentario si preferisce rivolgersi a un notaio, o comunque chiedere informazioni specifiche alla onlus in questione.

Una consuetudine diffusa


Da molto tempo ormai si è diffusa la consuetudine di effettuare la donazione in memoria il giorno del 2 novembre. Se è vero che stiamo parlando di una celebrazione di carattere religioso, è altrettanto vero che questo momento ormai coinvolge anche i non credenti. È una festività dalle origini antiche, che si celebra con devozione in tante parti del Paese: lo dimostra l’abitudine di andare in visita al cimitero e onorare le tombe dei familiari con lumini, fiori o altre decorazioni sobrie.