Bimbo travolto da trave a Vibo, condizioni stabili
Le condizioni cliniche di Francesco, il meraviglioso bambino vibonese, prossimo ai quattro anni, che lotta serenamente contro la morte al Bambin Gesù di Roma, sono stabili e lasciano le porte aperte alla grande speranza, ovvero all’invocato miracolo che solo il Signore può garantire con l’aiuto di una città, in particolar modo gli amici di famiglia, che si sono stretti sin dal primo attimo di disperazione attorno alla straordinaria famiglia, invocando, intensamente, preghiere su preghiere.
La speranza si fa strada. La sua stabilità e l’assenza, per il momento, di serie complicazioni, alimenta anche la fiducia dei medici che lo assistono attimo per attimo perché anche in loro è forte la speranza che Francesco, con la misericordia del Signore, riuscirà a salvarsi e restituire piena serenità alla affranta famiglia, in particolare ai genitori, ai nonni, agli zii e ai parenti tutti. Le testimonianze di vicinanza sono tantissime e tra queste la Chiesa. Il Vescovo Attilio Nostro, a Roma, è stato subito accanto alla famiglia di Francesco, porgendole, personalmente, il suo supporto e quello della stessa Chiesa nel concorrere a favorire il più ideale contatto con la struttura specializzata del Bambin Gesù. A tentare di rassicurare ogni speranza il percorso che l’amatissimo Francesco sta vivendo, giorno per giorno, iniziato dopo il suo ricovero immediato al “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, dove ha trovato un primo impatto divino attraverso il disperato, coraggioso e non facile intervento di una equipe medica e infermieristica multidisciplinare guidata dal dott. Franco Zappia, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia e collaborato in primis dal dott. Peppino Oppedisano, Direttore dell’Unità Operativa di Rianimazione. Franco Zappia non è nuovo a queste formidabili imprese in sala operatoria. La sua è sempre stata una missione, forse anche particolare, spesso propiziata dalla sua eccellente disponibilità verso il vasto mondo della sofferenza, a cui è votato al costo di grandi e spesso faticosi sacrifici. Chi ha oggi in consegna Francesco gli ha mandato i complimenti per il successo legato all’incredibile riuscita del primo intervento.
La durata del rischioso e riuscito intervento, che ha messo a dura prova la sua grande capacità interventistica oltre che la resistenza di chi gli stava meravigliosamente a fianco ed ha speso tutto il suo amore e la sua competenza professionale, è servito a salvare la vita a Francesco e a metterlo in condizione di poter tentare il viaggio della speranza alla volta del Bambin Gesù. Nello stesso tempo ha confermato anche, soprattutto, al cuore della città, che questo tipo di emergenze sono avvenute anche in passato e quasi sempre superate, sia pure con tante difficoltà ma puntualmente volte a salvare la vita del cittadino, sia esso giovane o anziano.
Non gusta ricordare che giusto si sappia che Franco Zappia e Peppino Oppedisano, così come altri valorosi colleghi, chiamati in fase di emergenza, hanno sempre dimostrato che la forza clinica e scientifica dell’Ospedale di Vibo Valentia è stata quasi sempre pari alle attese, malgrado talune carenze. Tanti, nel passato, i casi disperati e sempre puntualmente risolti positivamente con la straordinaria e silenziosa capacità di una equipe multidisciplinare impegnata a risolvere la gravità della situazione.
