Estorsione ed usura a Vibo, il pm antimafia chiede quattro condanne
Quasi tre ore di requisitoria prima delle richieste di pena. E' ormai alle battute finali il processo in corso dinanzi al Tribunale di Vibo Valentia e che vede imputati quattro persone accusate a vario titolo di estorsione, usura e danneggiamento nei confronti dell'imprenditore edile di Filogaso Nunzio Buttafuoco.
Le richieste di pena. Al termine della sua requisitoria il pm della Direzione distrettuale antimafia Annamaria Frustaci ha chiesto otto anni e sei mesi di reclusione nei confronti di Francesco Cracolici, 44 anni di Maierato; sei anni e sei mesi per Vincenzo Teti, 68 anni di Filogaso; cinque anni e sei mesi per Guglielmo Ciurleo, 58 anni di Filogaso; cinque anni e quattro mesi per Franco Teti, 43 anni di Filogaso.
Le accuse. Il processo scaturisce dalle dichiarazioni accusatorie mosse da Nunzio Buttafuoco relative ad una serie di presunte condotte vessatorie perpetrate nei suo confronti nel periodo in cui lo stesso svolgeva attività nel campo dell' edilizia. Si tratta di un'inchiesta scattata nel 2014 e condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia. Il pm Frustaci ha ripercorso in aula il fatto storico relativo ai capi di imputazioni partendo dagli omicidi ai danni di Raffaele e Alfredo Cracolici, ritenuti al vertice delle omonima famiglia di Filogaso e Maierato e citando le dichiarazioni rese in videoconferenza dal collaboratore di giustizia Andrea Mantella.
Sentenza il 2 luglio. Terminata la requisitoria il collegio presieduto dal giudice Monaco ha rinviato il processo al 25 Giugno per sentire le parte civile e, in particolare, l'avvocato Giovanna Fronte. Nella prossima udienza inizieranno anche le arringhe delle difese e il primo a parlare sarà l'avvocato Santo Cortese, difensore di Guglielmo Ciurleo. La sentenza è attesa per il prossimo 2 luglio. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Domenico Rocco Ceravolo, Tiziana Barillaro, Santo Cortese e Giovanna Fronte
