I pubblici ministeri della Dda di Catanzaro Vincenzo Capomolla (procuratore facente funzioni), Antonio De Bernardo e Annamaria Frustaci hanno proposto appello nei confronti di 67 persone - tra cui l'ex parlamentare Giancarlo Pittelli, l'ex consigliere regionale Pietro Giamborino e l'ex sindaco di Pizzo Calabro Gianluca Callipo - giudicate in primo grado nell’ambito del processo Rinascita Scott,  contro le cosce di ‘ndrangheta vibonesi.

Tra gli altri, chiesta la revisione della condanna anche nei confronti del boss di San Gregorio D’Ippona Saverio Razionale condannato a 30 anni ma non per tutti i reati contestati dall’accusa.  «Mente raffinatissima», secondo i pentiti, e una figura «di assoluto rilievo» per i clan vibonesi secondo il Tribunale. Ma benché Saverio Razionale, ritenuto boss di primo piano che da San Gregorio d’Ippona ha trasferito i suoi interessi nella Capitale, sia stato condannato a 30 anni la Dda di Catanzaro ha proposto appello in relazione a due capi d’imputazione per cui è stato assolto.

La vicenda - scrive questa mattina la Gazzetta del Sud - riguarda la gestione del Mocambo, noto ristorante di Pizzo. E l’accusa su cui la Dda insiste è di trasferimento fraudolento di valori con l’aggravante mafiosa: il boss e Gregorio Gasparro (condannato a 16 anni in abbreviato per associazione mafiosa e anche per questi capi d’accusa) sarebbero stati per la Dda «proprietari occulti e co-amministratori di fatto, unitamente e con il concorso di Isolabella Francesco (condannato a 2 anni per uno dei capi d’accusa, ndr)» attribuendo la titolarità della società che si occupava dei ricevimenti «in modo fittizio» a una terza persona, che però è stata assolta.