CORONAVIRUS | Vibo si prepara all'emergenza: aumentano posti letto e Terapie intensive (VIDEO)
Da oggi la Calabria, e quindi anche la provincia di Vibo Valentia, è tornata in lockdown. Il Covid ricomincia a fare paura e le lancette sembrano essersi spostate indietro di sette mesi. Ma la sanità vibonese è pronta ad affrontare una nuova, più dura, emergenza? Lo abbiamo chiesto al commissario straordinario dell'Asp di Vibo, Giuseppe Giuliano: "Abbiamo aumentato i posti letto. Siamo passati da 6 più 1, per i ricoveri Covid ordinari, a 15. Nell'arco di due-tre giorni offriremo quindi, circa, altri 10 posti". L'Asp si sta inoltre attrezzando per aumentare le Terapie intensive: "Entro 10 giorni utilizzeremo l'ex sala chirurgica dello Jazzolino dove saranno installate 5+2 postazioni di Terapia intensiva. Sono poi previsti altri 2 posti, in un'area isolata in prossimità del pronto soccorso".
Pronto un piano B e anche un piano C. "Abbiamo previsto, come Asp, diversi livelli di intervento" ha poi aggiunto il commissario straordinario. Questo aumento dei posti letto è infatti il piano principale, già attuato. Il "piano A", diciamo. C'è poi un "piano B": se i posti non dovessero bastare, il reparto di Medicina interna verrà trasferito a Serra San Bruno o Tropea, attivando circa 40 posti di ricoveri Covid allo "Jazzolino". Il "piano C", nel caso in cui l'emergenza diventasse incontrollata, prevede infine di realizzare un'ospedale Covid a Serra San Bruno. Realizzarlo a Vibo è infatti troppo complesso, visti i vari reparti presenti. "Tolte poi le strutture che si fanno per scopo propagandistico come Nicotera e Soriano", impraticabili in quanto strutturalmente non idonee (mancando l'impianto dei gas per la ventilazione), "a disposizione - evidenzia Giuliano - rimangono solo Tropea e Serra".
Obiettivo: mantenere "vivo" lo Jazzolino. A Tropea è presente un reparto di oncologia e - va da sé - la presenza di pazienti fragili non rende fattibile realizzare una struttura Covid. Rimane quindi Serra San Bruno, dove sono presenti le sale chirurgiche con gli impianti già predisposti. Un piano da extrema ratio, da piena emergenza, che Giuliano si augura di non dover attuare "sia perchè significherebbe che abbiamo superato i 40 posti letto Covid, sia perchè significherebbe disperdere le energie sul territorio e andrebbe a discapito dell'ospedale di Vibo". L'obiettivo principale, spiega, "è quello di mantenere l'ospedale di Vibo vivo", ovvero "che il Covid non condizioni le attività all'interno dell'ospedale". Ci sono infatti servizi che bisogna continuare ad erogare per salvaguardare la sanità pubblica. Non si muore solo di Coronavirus, purtroppo. Inoltre "ha da poco aperto ortopedia, questo sabato (domani, ndr) si faranno i primi interventi, e non vorremmo dover fare passi indietro".
Medici, infermieri e autonomia per processare i tamponi. L'Asp sta poi pubblicando decine di bandi per implementare le risorse umane: da infettivologi a medici di Medici interna, passando per infermieri ("il bando è già stato pubblicato, ne dovrebbero assumere per l'emergenza almeno 40") e Oss. Dalla prossima settimana, inoltre, Vibo inizia a essere autonoma per quanto riguarda i tamponi: è stata infatti acquistata una macchina che processa 12 test all'ora, quindi 120 ogni 10 ore. Ne è stata poi comprata un'altra, che dovrebbe essere consegnata tra un mese, che ne può processare ben 48 all'ora. E a quel punto l'Asp vibonese non dovrà più dipendere dal laboratorio del Pugliese-Ciaccio. La situazione è quindi grave, non facile, ma l'Asp si sta attrezzando. E il confronto con 7 mesi fa? "Rispetto a sette mesi fa la situazione, dal punto di vista numerico, è peggiorata. Però le terapie stanno dando buoni esiti, non c'è quella percentuale di mortalità che c'era nella prima ondata. Con questo non voglio fare il negazionista: la situazione è grave e bisogna essere rispettosi delle regole, soprattuto fare attenzione al distanziamento sociale".
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