Via libera del Ministero per i beni culturali: i reperti archeologici tornano a Soriano
La nuova direttrice generale del Mibact firma l'autorizzazione a trasferire nel museo della ceramica del centro delle Preserre circa duemila reperti
Da Vibo a Soriano e stavolta per un viaggio di sola andata. Sono infatti tornati nel centro delle Preserre i reperti archeologici inizialmente prelevati dal museo “Vito Capialbi” e condotti a Soriano e da qui al deposito di Lamezia Terme a seguito di una veemente protesta da parte dei territori che reclamavano la paternità dei cocci.
Via libera del Mibact. Protesta a quanto pare caduta nel vuoto alla luce degli ultimi eventi. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata l'autorizzazione della nuova direttrice generale del Mibact (Ministero per i Beni e le Attività culturali) Caterina Bon a trasferire nei locali del museo territoriale della ceramica medievale e moderna circa 2000 reperti. Il visto ha una validità quinquennale. E le vetrine per l'esposizione, a quanto pare, sono in allestimento. Nella città capoluogo ritornano in tutto una sessantina di cassette con materiale di vario genere. Magra consolazione per i cittadini, la politica e le associazioni da mesi sul piede di guerra.
Riassunto delle puntate precedenti. La vicenda aveva avuto inizio il 12 febbraio dello scorso anno. In quella data, una quantità ingente di materiale archeologico era stata trasferita nel nascente centro di Soriano. A testimoniarlo, il verbale di consegna sottoscritto dall'allora direttrice del museo vibonese Maria Teresa Iannelli e dal sindaco Francesco Bartone. Molti dei ritrovamenti, peraltro, sebbene ospitati nei locali del Museo vibonese, erano stati effettuati in altri centri, alcuni dei quali detentori di un museo (basti pensare a Mileto, Nicotera, Tropea, San Nicola da Crissa, Arena) capace di preservarli. Dinanzi a quella “sommossa”, la soprintendenza si era vista costretta a prelevare i cocci – a quanto pare neppure inventariati - da Soriano per condurli nel deposito lametino. Lì sarebbero rimasti per alcuni mesi. Fino alla giornata di ieri quando hanno ripreso in gran parte la via delle Preserre.
